[ZEUS News - www.zeusnews.it - 09-01-2026]

AGCOM ha inflitto una sanzione da oltre 14 milioni di euro a Cloudflare, ritenuta responsabile di violazione delle norme antipirateria. Cloudflare non avrebbe ottemperato all'ordine impartito con la delibera 49/25/CONS del febbraio 2025, che imponeva alla società di disabilitare l'accesso a una serie di contenuti diffusi illecitamente. L'ordine prevedeva la disattivazione della risoluzione DNS dei domini segnalati e dell'instradamento del traffico verso gli indirizzi IP indicati dai titolari dei diritti attraverso la piattaforma Piracy Shield.
La sanzione è stata approvata dal Consiglio dell'Autorità con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi. L'importo supera i 14 milioni di euro e corrisponde a circa l'1% del fatturato globale della società. Prima di arrivare alla sanzione, AGCOM aveva richiesto a Cloudflare di intervenire direttamente sui propri servizi, in quanto ritenuti parte del processo che rendeva accessibili contenuti illeciti. L'Autorità ha sottolineato che la società statunitense «ha continuato a non adottare alcuna misura» per impedire l'utilizzo dei propri servizi a fini di pirateria, nonostante gli ordini formali ricevuti.
Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio di contrasto alla pirateria digitale in Italia. Negli ultimi due anni, secondo Telefonino.net, sono stati disabilitati oltre 65.000 domini e neutralizzati circa 14.000 indirizzi IP, grazie a un'intensa attività di monitoraggio e intervento sulle reti di distribuzione dei contenuti illeciti. La multa a Cloudflare rappresenta un passaggio significativo anche per il settore sportivo. Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, ha definito la decisione «un passaggio storico», ricordando che la pirateria audiovisiva provoca ogni anno circa 300 milioni di euro di mancati ricavi al calcio italiano. La Lega aveva sostenuto con forza l'introduzione della legge 93/2023 e della piattaforma Piracy Shield.
Il comunicato di AGCOM chiarisce che Cloudflare, in quanto fornitore di servizi della società dell'informazione, è soggetta agli obblighi previsti dalla normativa italiana quando i propri servizi contribuiscono all'accessibilità di contenuti diffusi illecitamente. L'Autorità ha ribadito che l'ordine impartito non riguardava la rimozione dei contenuti, ma la disabilitazione dei meccanismi tecnici che ne permettevano la fruizione. La decisione ha suscitato attenzione internazionale, poiché coinvolge un operatore globale che gestisce servizi di CDN, DNS e protezione DDoS utilizzati da milioni di siti web. La sanzione potrebbe costituire un precedente per altri Paesi che stiano valutando misure simili contro intermediari tecnologici coinvolti nella distribuzione di contenuti pirata.
La multa rappresenta una delle prime applicazioni concrete della nuova normativa antipirateria e potrebbe aprire la strada a ulteriori interventi nei confronti di operatori che non rispettano gli ordini dell'Autorità. AGCOM ha ribadito che continuerà a monitorare l'operato di Cloudflare e degli altri intermediari coinvolti; l'Autorità ricorda anche che la collaborazione di questi soggetti è essenziale per garantire l'efficacia delle misure previste dalla legge 93/2023, soprattutto in un contesto in cui i contenuti illeciti si spostano rapidamente tra domini e infrastrutture diverse. La vicenda non si conclude con la sanzione: Cloudflare potrà presentare ricorso, come previsto dalla normativa; nel frattempo AGCOM ha ribadito la necessità di un adeguamento immediato agli obblighi previsti.
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