I Paesi Bassi puntano su Linux per liberarsi di Windows nella pubblica amministrazione

Non si tratta solo di sostituire il SO: stanno creando un'intera piattaforma basata su NixOS.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 26-09-2026]

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I Paesi Bassi stanno sviluppando una piattaforma informatica sovrana basata su Linux con l'obiettivo di ridurre la dipendenza della pubblica amministrazione da Windows, Microsoft 365 e da altri servizi tecnologici controllati da fornitori esterni all'Unione Europea. Il progetto è già in fase di sperimentazione e rappresenta uno dei più ambiziosi tentativi europei di costruire un'infrastruttura digitale indipendente. L'iniziativa prende il nome di DAWO, acronimo di Digitaal Autonome Werkomgeving Overheid, traducibile come Ambiente di lavoro governativo digitale autonomo. Non si tratta semplicemente di una migrazione da Windows a Linux, ma della creazione di un ecosistema completo comprendente sistema operativo, suite per l'ufficio, strumenti di collaborazione, servizi cloud, piattaforme di archiviazione, strumenti di amministrazione e gestione centralizzata delle postazioni di lavoro.

Il progetto nasce all'interno del più ampio dibattito europeo sulla sovranità digitale. L'idea è che le amministrazioni pubbliche debbano mantenere un controllo più diretto sulle tecnologie utilizzate per gestire dati, comunicazioni e servizi essenziali, evitando dipendenze considerate strategicamente rischiose. Le prime sperimentazioni sono già in corso. Otto comuni olandesi partecipano a una fase di verifica pratica coordinata attraverso l'associazione nazionale dei comuni, mentre altre amministrazioni stanno osservando l'evoluzione del progetto. Le prove vengono effettuate su scala ridotta e in ambienti controllati, con l'obiettivo di valutare la fattibilità tecnica e operativa della futura piattaforma.

Alla base dell'iniziativa è stata scelta NixOS, una distribuzione Linux sviluppata proprio nei Paesi Bassi e costruita attorno al gestore di pacchetti Nix. Gli sviluppatori coinvolti nel progetto hanno valutato in precedenza anche altre soluzioni, tra cui openSUSE e Fedora, ma la decisione finale è ricaduta su una piattaforma non legata a un grande fornitore commerciale e considerata maggiormente coerente con gli obiettivi di autonomia tecnica. Uno degli aspetti più interessanti di NixOS riguarda il suo modello di gestione delle configurazioni. Il sistema consente di descrivere in modo riproducibile l'intero ambiente software e di distribuire configurazioni identiche su numerosi dispositivi. Questo approccio facilita la standardizzazione delle postazioni e semplifica il ripristino in caso di problemi o aggiornamenti difettosi.

Il progetto viene sviluppato con il supporto di amministrazioni pubbliche, organismi governativi e comunità open source. Tra i protagonisti citati figura Victor Gevers, responsabile dell'innovazione e specialista di sicurezza informatica presso il Ministero dell'Interno olandese, coinvolto direttamente nello sviluppo della piattaforma insieme ad altri membri del gruppo di lavoro. La spinta decisiva alla nascita di DAWO è arrivata lo scorso anno: Gevers collega direttamente l'iniziativa alle preoccupazioni generate dalle sanzioni statunitensi contro la Corte Penale Internazionale con sede all'Aia. In quel contesto, alcuni servizi digitali forniti da aziende americane risultarono coinvolti nelle restrizioni. Il governo olandese allora comprese come l'accesso a servizi essenziali potesse dipendere da decisioni politiche prese al di fuori dei Paesi Bassi e dell'Unione Europea.

L'obiettivo della piattaforma non è limitato alla sostituzione del sistema operativo. Il progetto prevede infatti alternative per la produttività personale, la collaborazione tra dipendenti pubblici, la gestione dei dati, i sistemi di backup e gli strumenti utilizzati dai reparti informatici. In pratica, DAWO punta a offrire una postazione di lavoro completa in grado di sostituire l'insieme di prodotti e servizi oggi utilizzati all'interno delle amministrazioni. I promotori sottolineano inoltre che il passaggio all'open source non deve essere interpretato esclusivamente come un'operazione di riduzione dei costi: «l'open source non costa meno, ma costa in modo diverso». Le spese, anziché concentrarsi su licenze software e abbonamenti, si spostano verso attività come sviluppo, assistenza, manutenzione, formazione e contributi alle comunità che mantengono i progetti aperti. Tra i vantaggi evidenziati figurano una maggiore trasparenza del software, una gestione più precisa della sicurezza e la possibilità di prolungare la vita utile dell'hardware esistente. Le prime sperimentazioni di DAWO vengono infatti eseguite anche su computer più datati che non soddisfano necessariamente i requisiti delle più recenti versioni di Windows.

L'iniziativa olandese si inserisce in un contesto più ampio. Negli ultimi anni diversi Paesi europei hanno annunciato o avviato percorsi analoghi con l'obiettivo di ridurre la dipendenza da fornitori statunitensi e rafforzare il controllo diretto sulle proprie infrastrutture digitali. La strategia dei Paesi Bassi rappresenta tuttavia uno dei tentativi più articolati, perché non si limita a sostituire un singolo prodotto, ma punta alla costruzione di un ambiente digitale completo progettato esplicitamente attorno al concetto di sovranità tecnologica. Per il momento non esiste una data ufficiale per una diffusione generalizzata nelle amministrazioni pubbliche. Gli sviluppatori stanno proseguendo il lavoro sul codice e sulle funzionalità della piattaforma, mentre la comunità coinvolta nel progetto dovrà stabilire quando il sistema sarà pronto per una prima versione considerata matura per l'adozione su larga scala.

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