[ZEUS News - www.zeusnews.it - 06-05-2026]

Un nuovo studio condotto nel Regno Unito mostra che circa un terzo dei minori riesce ad aggirare senza troppe difficoltà i sistemi di verifica dell'età online, nonostante l'inasprimento delle norme introdotte dall'Online Safety Act 2023. La ricerca, realizzata da Internet Matters su un campione di 1.000 bambini, evidenzia come i controlli implementati da piattaforme e servizi digitali non siano sufficienti a impedire ai più giovani di accedere a contenuti riservati agli adulti. Il quadro normativo britannico richiede ai servizi online di adottare misure efficaci per proteggere i minori, incluse procedure di verifica basate su documenti d'identità, selfie guidati, scansioni facciali o controlli tramite provider terzi. Nonostante ciò, una quota significativa di bambini dichiara di riuscire a superare tali barriere con metodi semplici e spesso rudimentali.
Secondo i dati raccolti, il 52% dei ragazzi di età pari o superiore a 13 anni ritiene facile eludere i sistemi di verifica, mentre il 41% dei minori di 12 anni condivide la stessa percezione. Complessivamente, circa un terzo degli intervistati afferma di aver aggirato almeno una volta un controllo di età richiesto da un sito o da un'applicazione. Le tecniche utilizzate variano da soluzioni tradizionali, come l'inserimento di una data di nascita falsa, a metodi più creativi. Alcuni bambini hanno dichiarato di aver disegnato baffi sul proprio volto per ingannare i sistemi di riconoscimento facciale (riuscendoci), mentre altri hanno utilizzato brevi clip di personaggi dei videogiochi per simulare i movimenti richiesti dai controlli biometrici.
Una parte degli intervistati ha ammesso di aver caricato fotografie di adulti trovate online o di aver utilizzato documenti d'identità appartenenti ai genitori. L'uso di VPN, così come l'accesso tramite dispositivi di fratelli maggiori o familiari, è stato indicato come un ulteriore metodo per aggirare i filtri. In molti casi, i bambini hanno semplicemente chiesto ai genitori di completare la verifica al posto loro. Il ruolo dei genitori emerge come un elemento rilevante: il 26% ha consentito ai figli di aggirare i controlli, il 17% li ha aiutati direttamente e il 9% ha dichiarato di aver ignorato consapevolmente la violazione. Le motivazioni riportate includono la convinzione di poter monitorare l'attività dei figli o la percezione che i rischi fossero limitati, ad esempio per l'uso di funzioni sociali come le dirette video o per partecipare a sessioni di gioco online con amici.
Nonostante la diffusione delle pratiche di aggiramento, la maggior parte dei bambini riconosce l'utilità delle misure di sicurezza. Lo studio riporta che oltre il 90% degli intervistati apprezza i sistemi di protezione, ritenendoli importanti per evitare l'esposizione a contenuti potenzialmente dannosi. Quasi la metà dei minori ha dichiarato di aver incontrato materiale inappropriato nell'ultimo mese. Internet Matters sottolinea che i livelli di esposizione a contenuti rischiosi restano «inaccettabili» e chiede un'applicazione più rigorosa delle norme esistenti. L'organizzazione invita il governo a garantire che le piattaforme rispettino gli obblighi previsti dalla legge e a intervenire rapidamente per colmare eventuali lacune normative.
Secondo il gruppo, la regolamentazione dovrebbe consentire azioni tempestive contro i servizi che non rispettano gli standard di sicurezza, evitando che i minori siano esposti a rischi evitabili. Le richieste includono un rafforzamento dei controlli e una maggiore responsabilizzazione dei provider digitali.
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