Facebook blocca i link a The Pirate Bay

Il pulsante "Share on Facebook" non funziona più: il social network ha bloccato la condivisione dei link BitTorrent.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-04-2009]

È durata soltanto un paio di settimane la possibilità di condividere i link BitTorrent di The Pirate Bay tramite Facebook: Peter Sunde, uno degli amministratori del sito svedese, ha fatto sapere che Facebook sta già bloccando tutti i bookmarklet.

La mossa non era inaspettata, né è stata improvvisa: Facebook, in un'email inviata a Sunde, ha spiegato di aver preso questa decisione a causa del processo in cui sono coinvolti gli amministratori della Baia dei Pirati e il cui esito è atteso per il prossimo 17 aprile.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (3)

Il fatto è che tra i due siti quello da chiudere sarebbe proprio Facebook... :D ...Odio personale, non me ne vogliano i fan del gigantesco social network... :roll:
21-4-2009 23:58

Ha fatto bene, prevenire è meglio che curare. Andare incontro alla baia va bene ma quando c'è il rischio di essere trascinati per questo in tribunale è meglio tirarsi indietro anche se non so cosa potevano rischiare quelli di facebook essendosi inseriti quelli della baia nel loro network.
15-4-2009 21:58

Era inevitabile che accadesse come misura precauzionale da parte di FB contro eventuali azioni legali da parte delle Major in cerca di soldi. FB non è proprio un ossicino facile da azzannare e per questo che ancora le varie corporazioni non hanno aggredito il social network ma se FB continuava ad indugiare e cincischiare non avrebbero... Leggi tutto
15-4-2009 21:50

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
Quali sono i rischi maggiori del cloud computing?
Distributed Denial of Service (DDoS): cresce l'impatto dei tempi di indisponibilità di un sito web, che possono costare perdite di milioni di euro in termini di introiti, produttività e immagine aziendale.
Frode: perpetrata da malintenzionati con l'obiettivo di trafugare i dati di un sito e creare storefront illegittimi, o da truffatori che intendono impadronirsi di numeri di carte di credito, la frode tende a colpire - prima o poi - tutte le aziende.
Violazione dei dati: le aziende tendono a consolidare i dati nelle applicazioni web (dati delle carte di credito ma anche di intellectual property, ad esempio); gli attacchi informatici bersagliano i siti e le infrastrutture che le supportano.
Malware del desktop: un malintenzionato riesce ad accedere a un desktop aziendale, approfittandone per attaccare i fornitori o le risorse interne o per visualizzare dati protetti. Come il trojan Zeus, che prende il controllo del browser dell'utente.
Tecnologie dirompenti: pur non essendo minacce nel senso stretto del termine, tecnologie come le applicazioni mobile e il trend del BYOD (bring-your-own-device) stanno cambiando le regole a cui le aziende si sono attenute sino a oggi.

Mostra i risultati (1432 voti)
Luglio 2026
WhatsApp, al via la prenotazione dei nomi utente
Giugno 2026
Hackerata Trenitalia, rubati i dati di viaggio dei passeggeri
L'UE approva l'euro digitale
L'avanzata delle dark factory: 1300 lavoratori sostituiti da 50 robot
Il telefono minimalista di Commodore che sfida gli smartphone tradizionali
Recesso online, obbligatorio il pulsante su tutti gli e-commerce
Il simulatore di volo di Google Earth
Windows Ready Print rivoluziona la stampa: addio ai driver proprietari
Debutta Euro-Office tra le proteste di LibreOffice
Lo strumento che ti dice quali modelli IA puoi eseguire davvero sul tuo PC
ChatGPT, arriva Lockdown Mode
Iliad lancia il suo FWA: modem 5G, attivazione rapida e velocità fino a 300 Mbps
Microsoft: sistema operativo e app sono al capolinea. È l'ora degli agenti IA
Quousque tandem abutere, Ursula, patientia nostra?
Grave falla in 7-Zip
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 2 luglio


web metrics