Immagini degradate per tutti ma non per Deep Zoom di Microsoft

Microsoft digitalizzerà in altissima risoluzione le opere d'arte contenute nell'Ospedale Santo Spirito di Roma rendendole accessibile dal web.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-05-2009]

o.s.s.

L'art. 70 della legge n. 2 del 9 gennaio 2008 ha recentemente riformato la Siae, dando luogo a infinite polemiche: definendola "ente pubblico economico a base associativa", ha consentito la riunione contabilmente e quindi a bilancio sia dei proventi derivanti da attività istituzionali, sia di quelli derivanti da attività privatistiche, in modo da poter realizzare le opportune compensazioni e quindi eventualmente in diminuzione degli introiti da assegnare agli autori ed editori associati.

D'altra parte, contenti questi ultimi e contento il ministro delle Entrate che si è visto sfuggire un congruo balzello senza oneri d'accertamento e d'incasso, tutte le parti in causa potevano dirsi soddisfatte; tranne i contribuenti in genere per l'autofinanziamento a spese della collettività e senza rendicontazione di uno dei tanti carrozzoni statali e, in particolare, tutto il popolo dell'Internet che della rete trae informazione e cultura.

L'articolo 70 della legge al comma 1 bis consente "la libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".

Tradotto in termini disambigui, le opere protette possono essere utilizzate in rete senza che gli aventi diritto possano pretendere alcunché, a condizione che le opere stesse siano opportunamente degradate e che chi le pubblica non tragga alcun beneficio dal loro utilizzo. La regola ha prodotto persino una nuova forma espressiva che ha un nome: "Degradarte", che segna il tentativo di nobilitare un degrado non solo artistico ma anche e soprattutto culturale.

A prescindere dal fatto che ancor oggi manca un regolamento che indichi come e di quanto le opere debbano essere danneggiate affinché il proprietario non possa pretendere il pagamento della tangente di legge, resta aperta la questione della mancanza di lucro da parte di chi pubblica; questione non di poca importanza se si pensa che probabilmente è sufficiente un solo banner testuale sulla pagina web per far decadere la gratuità indipendentemente dal degrado.

Ma ogni regola ha la sua debita eccezione; fatto sta che recentemente Microsoft ha presentato il progetto "Catalogo aperto dei dipinti", cioè la raccolta digitalizzata delle opere d'arte raccolte nel complesso monumentale dell'Ospedale Santo Spirito di Roma, che quanto prima sarà reso disponibile in altissima risoluzione sul web.

L'iniziativa è stata ovviamente pubblicizzata al massimo dal padrone di casa Fabio Fregi, direttore divisione pubblica amministrazione di Microsoft Italia ed arricchita dall'intervento di un sottosegretario ai Beni culturali, di una scelta rappresentanza dei Carabinieri che di recente hanno recuperato parte delle opere sottratte nonché dal D. G. dell'ASL competente per territorio; e tutti indistintamente si sono detti lieti della realizzazione volta ad incrementare la diffusione della nostra cultura e della nostra arte nel mondo.

Resta il mistero della mancanza del "degrado" imposto dalla legge, indipendentemente dalle finalità culturali della realizzazione; anche perché dette finalità forse non sono l'unico o il principale motivo dell'incombenza che Microsoft si è assunta. Infatti la pubblicazione si baserà su una nuova tecnologia denominata Deep Zoom, che appoggiandosi su Silverlight permette l'ingrandimento ai massimi livelli e la navigazione attraverso le immagini.

Questa tecnologia presumibilmente troverà adatto spazio pubblicitario nelle pagine del sito; a dimostrazione dell'assunto di George Orwell - ma non ce n'era alcun bisogno - che se è vero che tutti gli animali sono eguali, alcuni tuttavia "sono più eguali degli altri".

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Commenti all'articolo (3)

No è sbagliato quello che dici, passati i 70 anni dalla morte dell'autore, oppure 70 anni dalla creazione dell'opera se il titolare del diritto è una società, non esistono più diritto di autore da tutelare. Se io ho un libro raro e lo ricevo in prestito posso fotocopiarlo e metterlo su Internet, Se io avessi la possibilità di... Leggi tutto
5-5-2009 09:56

Non mi pare tu abbia ragione. Se così fosse, potresti fotografare dappertutto, a cominciare dai musei, distribuire libri rari in fotocopia e addirittura riprodurre su cassetta "Mary aveva un agnellino" dall'originale del registratore a filo di Edison. Purtroppo si tratta sempre di opere protette: o dal diritto di autore o del... Leggi tutto
5-5-2009 01:41

In effetti quello che sembra in astratto una contraddizione in realtà e solo un aspetto differente della questione della tutela dei diritti e della fruibilità dei beni e del patrimonio. Il gia citato articolo 70 stabilisce il degrado per tutte le opere protette da diritti, non per tutte le opere. Facciamo un esempio concreto, voglio... Leggi tutto
4-5-2009 15:51

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