Irlanda, paradiso fiscale addio

Il nuovo bilancio pone un freno ai trucchetti adoperati dai colossi per eludere le tasse.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 16-10-2014]

apple doppio irlandese

Il "doppio irlandese" non è un particolare tipo di whiskey, o magari una speciale versione dell'irish coffee.

Si tratta invece di un sistema, che abbiamo già illustrato nel dettaglio a suo tempo, escogitato da diverse aziende per pagare poche tasse, utilizzando un sistema di società collegate in maniera tale da potersi appoggiare ai paradisi fiscali, il tutto in regola secondo la legge irlandese.

L'esistenza di questo trucchetto è il motivo che ha spinto diverse multinazionali tecnologiche - come Google, Apple, Facebook - a scegliere l'Irlanda per stabilire la propria sede europea.

Ora, però, il panorama sta per cambiare: il bilancio per il 2015 presentato dal ministro delle finanze Michael Noonan è stato ideato per eliminare proprio il "doppio irlandese": a partire dal prossimo anno, le aziende che hanno sede in Irlanda dovranno avere lì anche la residenza fiscale.

Ovviamente, se finora l'Irlanda permetteva alle aziende di comportarsi in quel modo, è perché le conveniva: essere scelta come sede di tante importanti società porta indiscutibili vantaggi.

L'Europa, però, ha iniziato una serie di indagini, in particolare contro Apple, ipotizzando l'elusione fiscale.

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I telefonini diventano sempre più potenti e sono dotati di fotocamere sempre migliori: a quella sul retro spesso se ne aggiunge una frontale, per meglio scattare i selfie. Per quanto riguarda l'utilizzo che ne fai tu personalmente, lo smartphone ha sostituito la fotocamera compatta tradizionale?
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No. Non posso fare a meno di portarmi dietro la fotocamera compatta, che per le mie esigenze non può affatto essere sostituita da uno smartphone.

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L'Irlanda ha quindi dovuto mostrare di non avallare certe pratiche, e così è nato il bilancio 2015. Tuttavia, per le aziende la situazione è meno brutta di quello che sembra.

Per evitare la fuga, infatti, l'Irlanda manterrà comunque una tassazione inferiore alla media e pari al 12,5%; inoltre prevede diverse agevolazioni fiscali per le aziende che fanno ricerca e sviluppo nel Paese.

Così il ministro delle finanze prova a salvare capra a e cavoli: i prossimi mesi diranno come Apple e soci avranno preso la mossa.

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Commenti all'articolo (1)

Una procedurina d'infrazione all'Irlanda per questi comportamenti no eh??? :incupito: Siamo sempre nell'Europa dei molti pesi e delle molte misure. :twisted:
19-10-2014 14:35

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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