Antibufala: se dici certe parole su Facebook ti abbassano il credito!

Ma c'è molto interesse per l'analisi del contenuto di quello che scriviamo sui social network.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-11-2015]

financial

Sta circolando con una certa inquietudine una notizia (per esempio sul popolarissimo sito Slashdot.org) secondo la quale le parole che scriviamo su Facebook vengono utilizzate dalle agenzie di valutazione della solvibilità economica personale per decidere se concedere prestiti e mutui. In particolare, sarebbe a rischio l'uso della parola inglese wasted, che in questo contesto significa ubriaco fradicio.

La fonte della notizia è una di quelle solitamente attendibili: è il Financial Times, che spiega che due delle principali società statunitensi, la FICO e la Trans Union, stanno esplorando nuovi modi di valutare in modo attendibile la solvibilità dei consumatori che normalmente vengono considerati eccessivamente a rischio.

Il CEO di FICO, Will Lansing, ha dichiarato al Financial Times che i tanti dati dei consumatori coprono una gamma molto varia di attendibilità. I più attendibili sono i pagamenti puntuali delle fatture delle carte di credito; in mezzo ci sono cose come le bollette dei servizi e i cambi d'indirizzo, che possono indicare difficoltà a pagare l'affitto; all'estremo opposto c'è tutto quello che l'utente pubblica sui social network, che può essere analizzato alla ricerca di indizi. Spiega Lansing: "Se guardi quante volte una persona usa la parola ‘ubriaco' nel proprio profilo, ha un certo valore nel prevedere se sarà in grado di ripagare i propri debiti. Non è molto, ma è più di zero."

Ma il Financial Times non dice che le parole chiave pubblicate nei social vengono realmente usate: Lansing sta facendo semplicemente un esempio ipotetico e il concetto di attingere ai post nei social network per valutare la solvibilità è sperimentale e riferito ai cittadini americani.

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Nessun pericolo imminente, quindi, di vedersi rifiutato un prestito per aver parlato di ubriacature su Facebook; ma è vero che c'è molto interesse per l'analisi del contenuto di quello che scriviamo sui social network, per cui quella che ora è soltanto un'ipotesi potrebbe diventare realtà.

Comunque sia, già ora quello che postiamo nei social network viene usato dai potenziali datori di lavoro per valutare la nostra personalità: il profilo Facebook, i messaggi su Twitter, le pagine su LinkedIn vanno insomma considerati già ora parte integrante del curriculum vitae ed è pertanto il caso di fare subito pulizia di eventuali contenuti potenzialmente imbarazzanti.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 16)

Direi che per me hanno già risposto in modo esauriente e preciso Cesco e Maary che ovviamente ringrazio... :wink: Posso solo aggiungere che il discorso che riguarda NSA è ancora molto diverso poiché, in quel caso, si sono sfruttati anche malware per spiare e profilare le persone e, soprattutto, l'uso che è stato fatto o può essere... Leggi tutto
17-11-2015 19:01

@fuocogreco Goole, Microsoft, profilano l'utente in un altro modo, con le ricerche, con la navigazione in rete, ma come detto da Cesco 67 con un po' di accortezza si può limitare questo. Io per Google ad esempio sono solo un indirizzo e-mail che ogni tanto fa delle ricerche, non essendo inscritta a G+, non hanno di me foto, indirizzo,... Leggi tutto
17-11-2015 11:42

Quello che, IMHO, vuol dire Gladiator (che condivido) una cosa sono i dati di navigazione dell'utente collezionati in qualsiasi modo all'insaputa dello stesso (come dici "spiati"), mentre nei social e' l'utente stesso a fornirli scrivendo/postando foto_video/cliccandoo sui vari "mi piace", "+1", ecc. ... Leggi tutto
17-11-2015 07:52

Perchè, big G no? Ti rimando a un interessante articolo del Corriere della Sera di quest'anno: link Come vedi non sono solo i social i grandi spioni :wink: Senza parlare dello scandalo NSA degli Usa , o ultimamente Hacking team in Italia Il grande fratello ipotizzato da Orwell nel romanzo 1984 mi sembra che sia gia' storia... Leggi tutto
16-11-2015 23:31

@fuocogreco Certo, la rete ci ascolta, ma i social, a differenza di chi ci segue in rete nei modi più vari o di chi sfrutta le ns. ricerche o i siti che visitiamo per profilarci, hanno il non trascurabile aspetto che possono sfruttare tutte le informazioni, le foto e quant'altro gli iscritti liberamente e felicemente gli forniscono... e... Leggi tutto
16-11-2015 19:16

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