Corte Costituzionale: Agcom non ha potere di tutelare copyright

La Corte si esprime negativamente sul Regolamento Agcom, anche se non lo dichiara incostituzionale.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 05-12-2015]

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La Corte Costituzionale è stata investita dal Tar del Lazio a esprimere un giudizio di costituzionalità sul Regolamento di tutela del copyright e nella giornata del 3 dicembre si è espressa in merito.

Da una parte, purtroppo, ha dichiarato che la questione di legittimità è stata malposta dal Tar e quindi è inammissibile; ma dall'altra la Corte ha comunque senteziato: "Le disposizioni censurate non attribuiscono espressamente ad Agcom un potere regolamentare in materia di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica". L'articolo continua qui sotto.

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Quindi il Regolamento, di cui si è dotata autonomamente l'Agcom, che consente all'Authority di mettere offline quei contenuti e quei siti che in Rete dovessero violare le leggi a tutela del copyright, non può sostituire una legge approvata dal Parlamento che attualmente non esiste. Per questo motivo l'associazione di difesa dei consumatori Altroconsumo, che aveva promosso la causa davanti al Tar contro il Regolamento, chiede all'Agcom di sospendere al più presto in autotutela l'operatività del Regolamento per evitare conflitti con quanto chiaramente indicato dalla Corte Costituzionale.

Il responsabile delle relazioni esterne di Altroconsumo Marco Pierani ha dichiarato in merito: " In ogni caso la nostra battaglia continua ora al Tar Lazio e, se sarà necessario, al Consiglio di Stato".

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

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Commenti all'articolo (3)

{Noman}
La cosa triste, ma purtroppo "normale", è che invece di mandare a casa per incompetenza il gruppo regolamentatore, si siano spesi soldi pubblici, soldi privati dei consumatori e tempo della corte, per dire agli incompetenti che hanno sbagliato (non parlo del dolo, ovviamente). C'è una sproporzione fra la facilità con cui questa... Leggi tutto
7-12-2015 20:14

Era ora.. un piccolo passo. Chissà fino a quando però. Tanto, la ragione è sempre di chi ha i soldi e non guarda in faccia a nessuno.
7-12-2015 11:56

Una mezza vittoria pare...
5-12-2015 15:51

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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