Giustizia senza informatica

Si fa un gran parlare di riforma della giustizia ma l'informatizzazione dei processi civili e penali è bloccata per mancanza di fondi.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-02-2004]

Al centro del dibattito politico del nostro Paese è lo scontro Governo-Magistratura che vede questi due poteri dello Stato divisi su una riforma che introduce una maggiore separazione tra i giudici cosidetti "giudicanti" e i pubblici ministeri. I Magistrati accusano il Governo Berlusconi di voler diminuire l'autonomia della magistratura dal potere politico mentre, secondo il Governo, questa riforma assicurerebbe più imparzialità ed efficienza all'amministrazione della giustizia.

In realtà il sospetto che il Governo non sia del tutto sereno, nel voler ridimensionare il potere dei pubblici ministeri che hanno messo, molte volte, sotto accusa il Premier, le sue trascorse attività imprenditoriali, i suoi soci ed avvocati, nel Paese di Parmalat, Cirio e Finmatica è abbastanza fondato.

Non si capisce che vantaggio concreto ne verrà ai cittadini da questa riforma: se cioè continueranno o meno ad aspettare anni per vedere la conclusione di un processo penale o civile, cosa che sta a cuore alla maggioranza di noi. La riforma, forse, più importante dell'amministrazione della giustizia, che invece si è bloccata, è quella per creare una rete telematica a cui possano collegarsi i computer dei giudici, dei pm, degli avvocati e dei consulenti, ma anche delle direzioni carcerarie. Non si contano, per esempio, i casi in cui un detenuto non può essere scarcerato o deve essere scarcerato (anche se non sarebbe opportuno) perché manca un documento perché tarda ad arrivare o è incompleto.

Un processo su un caso di tangenti prevede che tutti gli indagati e i loro difensori possano avere gli atti processuali che li riguardano in fotocopia: significa quintali di fotocopie che devono essere prodotti da cancellerie che non hanno impiegati e, spesso, non hanno risme di carta e fotocopiatrici, a causa del taglio dei fondi. Una documentazione che potrebbe essere conservata in archivi digitali e distribuita on line mentre, oggi, i tribunali sono sommersi dalla carta con costi intollerabili.

Purtroppo nel 2003 sono stati tagliati 23 milioni di euro che dovevano servire per l'informatizzazione della giustizia e molti tribunali non hanno nemmeno soldi per fare riparare un Pc. Le ultime vicende giudiziarie dello scandalo Parmalat hanno visto la Procura di Milano aprire un' apposita sezione sul sito web er la raccolta delle denuncie a dimostrazione che, ormai, l'informatizzazione è indispensabile se si vuole dare davvero efficienza e velocità alla macchina giudiziaria. Il fatto che l'attuale Ministro della Giustizia è un ingegnere dovrebbe servire ad attuare più facilmente questa necessaria modernizzazione, e invece...

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Pier Luigi Tolardo

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