L'email ha valore probatorio?

Il Tribunale di Cuneo equipara l'email a un documento sottoscritto con firma elettronica leggera, affermando che il processo di validazione è dato dall'apposizione della propria password e username di posta: il documento soddisfa quindi il requisito legale della forma scritta e un documento inviato via email può assumere lo stesso valore di un documento cartaceo sottoscritto.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-03-2004]

Nella società attuale, sempre più informatizzata, l'utilizzo dell'email è divenuto ordinario, sostituendo in parte la classica lettera in forma cartacea sia in ambito lavorativo che in quello privato.

Dato il suo notevole utilizzo è emerso il problema dell'efficacia probatoria di un documento spedito con una email. In altre parole se fidarsi, quindi, di tale mezzo di comunicazione o prendere le giuste distanze.

Sul tema, la giurisprudenza formatasi ha sempre relegato l'email ad una riproduzione meccanica equiparandola, sul piano probatorio, alle riproduzioni fotografiche e cinematografiche. Di conseguenza, attenendosi a quanto disposto in merito dall'art. 2712 c.c., le riproduzioni citate, compresa l'email, formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.

Seguendo questo principio il soggetto che esibisce come prova una email deve sempre fare i conti con il disconoscimento del soggetto destinatario e ben si comprende come il suo valore probatorio possa essere molto debole, ne consegue che nei rapporti lavorativi o di una certa importanza bisogna sempre dubitare della garanzia che offre questo nuovo mezzo di comunicazione. Tanto meno non si può conferire un valore certo alla email di ricevuta notifica, poiché anch'essa ricade nella disciplina del dettato normativo citato.

Il delineato scenario è stato scosso da un decreto, emesso dal Tribunale di Cuneo, nel quale si equipara l'email ad un documento informatico sottoscritto con firma elettronica cosiddetta leggera, per differenziarla da quella digitale o firma elettronica cosiddetta pesante, affermando che il processo di validazione è dato dall'apposizione della propria password e username per accedere alla propria posta elettronica.

In questo modo varia radicalmente il valore probatorio del documento, secondo l'art. 10 del d.p.r. n. 445/2000, infatti, il documento informatico, sottoscritto con firma elettronica, soddisfa il requisito legale della forma scritta.

In particolare, in riguardo al suo valore probatorio, il documento stesso è liberamente valutabile a opera del giudice, il quale deve tener conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità e sicurezza. Quindi, nel caso che il documento presenti una elevata sicurezza fa piena provo fino a querela di falso.

Secondo questo assunto, in conclusione, un documento inviato via email può assumere lo stesso valore di un documento cartaceo sottoscritto. In quest'ottica l'affidabilità che si ritrae dall'email è enorme, con tutte le conseguenze che ne seguono, in primis il poter affidare senza problemi ogni tipo di rapporto a una semplice email.

Data l'importanza della equiparazione, operata dal giudice del Tribunale di Cuneo, occorre ben interpretare la norma sulla firma elettronica, sotto l'aspetto della sicurezza del mezzo di comunicazione. Sotto questo profilo, nella firma elettronica leggera il rilascio del meccanismo di firma è affidato a un soggetto terzo, quale il certificatore, appositamente iscritto in un elenco pubblico, che tra le sue funzioni ha l'importante compito di controllare l'identità del soggetto titolare della firma elettronica.

Questo controllo manca, invece, nel caso dell'email, in quanto per avere una casella di posta è molto semplice, basta compilare un modulo reimpostato nel quale si possono anche dichiarare dati falsi.

Premesso questo, occorre andare con i piedi di piombo nel campo della valenza probatoria di una email, e in questo senso è opportuno aspettare l'orientamento autorevole della massima giurisdizione e non fermarsi a una semplice pronuncia emanata inaudita altera parte.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 9)

Dina Lampa
che storia,,, che storia Leggi tutto
1-4-2004 02:39

federica
Non capisco bene... Leggi tutto
31-3-2004 10:16

Ast
Non e' cosi' semplice... Leggi tutto
26-3-2004 17:10

ZA
Però possiamo trarne un piccolo vantaggio... Leggi tutto
26-3-2004 14:14

andrea
E' quello che sospettavo Leggi tutto
26-3-2004 13:30

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
Il gadget del momento è lo smart watch. Si indossa al polso come un orologio tradizionale ma consente di telefonare, mandare Sms, accedere al web, leggere l'email, postare su Twitter o Facebook, ascoltare la musica. Ne acquisteresti uno?
Sì, per leggere l'email / gli Sms / Facebook / Twitter o per ascoltare la musica senza dover utilizzare il telefonino.
No. Ho già uno smart watch: è il mio telefonino. Non sono interessato a un altro accessorio.
No. Non mi interessa leggere l'email o accedere al web dall'orologio. Preferisco che orologio e telefono siano separati.
No. E' una cavolata.
Non saprei.

Mostra i risultati (3146 voti)
Luglio 2026
Il font che gli umani leggono ma manda in crisi le IA generative
PayPal crolla e diventa preda
Basta una dieresi per mandare in crisi l'app IO
Furgone segue il navigatore e arriva a un rifugio di montagna
Microsoft: preparatevi a un diluvio di patch
Torlink, il motore torrent da terminale che unifica ricerca e download
La stampante completamente open source è quasi pronta
Windows 11 identifica ogni PC con un codice unico: così è stato arrestato un diciannovenne
Certificati, finalmente la PA accede direttamente all'Anagrafe Nazionale
Il bug in Windows 11 che divora fino a 70 GB di spazio
WhatsApp, al via la prenotazione dei nomi utente
Giugno 2026
Hackerata Trenitalia, rubati i dati di viaggio dei passeggeri
L'UE approva l'euro digitale
L'avanzata delle dark factory: 1300 lavoratori sostituiti da 50 robot
Il telefono minimalista di Commodore che sfida gli smartphone tradizionali
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 21 luglio


web metrics