Da Philips schermi ultrasottili e flessibili

Si arrotolano e formano un tubo di 2 cm di diametro: sembra così arrivata l'era della "carta elettronica".



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-05-2004]

Philips ha annunciato di aver sviluppato e prodotto il display più flessibile del mondo, ossia uno schermo ultrasottile arrotolabile in maniera tale da formare un tubo di 2 cm di diametro.

L'era della carta elettronica sembra così essere arrivata, tant'è che la multinazionale olandese è pronta a fabbricare il display su base routiniera, avendo già creato un'apposita divisione, la Polymer Vision.

Fino ad adesso i pochi tentativi per giungere alla produzione di un supporto nitido, leggero e robusto non hanno avuto il successo sperato per problemi legati soprattutto all'alimentazione, la qualità dell'immagine e la delicatezza dei materiali.

Philips ha ideato il suo schermo mediante uno strato di inchiostro elettronico spesso 200 micron inserito tra un circuito organico e una pellicola di polymide, un tipo di plastica trasparente. Contenendo l'inchiostro elettronico migliaia di capsule bianche e nere caricate le une positivamente, le altre negativamente, l'applicazione di un campo magnetico basta a creare qualsiasi di figura.

Bas van Rens, direttore generale di Polymer Vision, spiega in questa maniera l'innovazione: "Il vantaggio dei circuiti organici è che possiamo farci passare la corrente anche se li stampiamo su un foglio molto sottile e flessibile. In questo modo, l'intero display puo' essere ripiegato. L'inchiostro elettronico, inoltre, mantiene la carica. Così, una volta che l'immagine si è fissata sul display, si puo' anche togliere la corrente. Un vantaggio notevole in termini di consumo, specie sui dispositivi mobili".

Nonostante difetti di mancanza di colori e lentezza di refresh, Philips immagina già le possibili applicazioni del display, di appena 5 pollici: "La disponibilità di un dispositivo come questo stimolerà enormemente lo sviluppo di libri, giornali e riviste elettroniche, e anche nuovi servizi offerti dagli operatori di telefonia mobile".

Ancora, van Rens dichiara di aver portato il progetto dalla ricerca alla preproduzione e di attendere l'avvento di partner che "aiutino a industrializzare il processo a portarlo dalla fase di sviluppo alla produzione di massa".

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