L'Assemblea Nazionale ha approvato con larga maggioranza. Ora tocca al Senato.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-01-2026]

Una riforma finora senza precedenti nel panorama europeo sta prendendo forma in Francia: l'Assemblea Nazionale ha approvato un disegno di legge che vieta l'accesso ai social media ai minori di 15 anni, aprendo la strada a un cambiamento normativo che potrebbe entrare in vigore già dal prossimo anno scolastico. Sostenuto dal governo e promosso direttamente dal presidente Emmanuel Macron, il provvedimento rappresenta uno dei tentativi più radicali di regolamentare l'uso delle piattaforme digitali da parte dei più giovani.
Il testo approvato prevede che nessun minore di 15 anni possa creare o utilizzare un account sui principali social network, indipendentemente dal consenso dei genitori. La misura si affianca a un ulteriore divieto: l'uso dei telefoni cellulari nelle scuole superiori, estendendo restrizioni già presenti nelle scuole primarie e medie. L'obiettivo dichiarato è ridurre l'esposizione dei minori ai contenuti potenzialmente dannosi e limitare l'impatto degli algoritmi sulla loro vita quotidiana. Il voto dell'Assemblea Nazionale è stato netto: 130 favorevoli e 21 contrari, un margine che conferma l'ampio sostegno politico alla riforma. Il disegno di legge passa ora al Senato, dove l'esame è previsto entro la fine di febbraio. Se approvato senza modifiche sostanziali, la Francia diventerebbe il primo Paese europeo a introdurre un limite di età così rigido per l'accesso ai social media.
Il presidente Macron ha chiesto un'accelerazione dell'iter legislativo, indicando come obiettivo l'entrata in vigore del divieto entro settembre 2026, in concomitanza con l'inizio del nuovo anno scolastico. In un messaggio pubblico ha sottolineato la necessità di proteggere i minori dall'influenza degli algoritmi e dai meccanismi di coinvolgimento che caratterizzano le piattaforme digitali. Il provvedimento si inserisce in un contesto internazionale in cui diversi governi stanno valutando misure restrittive sull'uso dei social da parte dei minori. L'Australia è stato il primo Paese a introdurre un limite simile (16 anni), mentre negli Stati Uniti sono in discussione proposte che prevedono controlli più severi sull'età degli utenti. La Francia sarebbe quindi il primo Stato europeo a muoversi in questa direzione.
La legge prevede che le piattaforme implementino sistemi di verifica dell'età più rigorosi rispetto a quelli attualmente in uso. Non sono ancora stati definiti i meccanismi tecnici, ma il governo francese ha indicato che saranno richiesti strumenti in grado di impedire la semplice autocertificazione. Le modalità di verifica saranno stabilite tramite decreti successivi, in collaborazione con l'autorità nazionale per il digitale. Il testo introduce anche obblighi specifici per le piattaforme, che dovranno garantire la cancellazione degli account creati da minori di 15 anni e segnalare eventuali violazioni alle autorità competenti. Le sanzioni previste includono multe significative per le aziende che non si adeguino ai requisiti di verifica dell'età.
Come sempre quando si parla di verifica dell'età, restano aperti numerosi interrogativi sull'applicabilità pratica della norma. Alcuni parlamentari hanno sollevato dubbi sulla capacità delle piattaforme di implementare sistemi di verifica efficaci senza compromettere la privacy degli utenti. Altri hanno evidenziato il rischio che i minori possano aggirare i controlli utilizzando identità false o strumenti di anonimizzazione. Il governo ha risposto annunciando la creazione di un gruppo di lavoro dedicato, incaricato di definire standard tecnici e linee guida operative. L'obiettivo è garantire un equilibrio tra tutela dei minori e protezione dei dati personali, evitando soluzioni invasive o difficili da implementare.
|
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News
ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita.
Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui
sotto, inserire un commento
(anche anonimo)
o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA |
|
|
|
||
|
