Gli istituti potranno scegliere quali strumenti attivare, ma non avranno a mai disposizione una versione di Google Search priva di IA.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-11-2026]

Le scuole che decideranno di escludere completamente gli strumenti di intelligenza artificiale di Google dovranno rinunciare, come impostazione predefinita, anche al motore di ricerca dell'azienda. Si tratta della nuova politica annunciata per gli account scolastici K-12 negli Stati Uniti, una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito sul ruolo dell'intelligenza artificiale nell'istruzione e sul potere esercitato da Google nel settore educativo. La novità riguarda gli studenti delle scuole primarie e secondarie che utilizzano gli strumenti educativi della società. Nei prossimi mesi, e con un dispiegamento previsto a partire dal 2027, funzionalità come Gemini, Gemini Notebook, Gemini in Classroom e Google Search verranno disattivate per impostazione predefinita. Saranno gli amministratori scolastici a decidere se abilitarle o meno.
L'aspetto più controverso riguarda il rapporto tra ricerca e intelligenza artificiale. Secondo Chris Phillips, vicepresidente e direttore generale per il settore Education di Google, i due servizi sono ormai inseparabili: «La ricerca e l'intelligenza artificiale sono profondamente integrate», ha dichiarato, spiegando che gli istituti che vieteranno completamente l'IA agli studenti non potranno più utilizzare neppure il motore di ricerca e vedranno comparire un messaggio che ne segnalerà l'indisponibilità; potranno riattivarlo, ma a quel punto dovranno accettare la IA.
Quando la notizia s'è diffusa inizialmente, pareva che Google stesse imponendo l'attivazione obbligatoria di Gemini per mantenere l'accesso alla ricerca. In seguito l'azienda ha precisato che Gemini, Gemini Notebook e Search saranno inizialmente disattivati e che le scuole potranno scegliere quali servizi abilitare. La precisazione non ha tuttavia eliminato il nodo principale: non esiste più una versione di Google Search completamente priva di funzionalità basate sull'intelligenza artificiale. Tutto ciò fa parte dell'evoluzione più ampia del motore di ricerca di Google: negli ultimi mesi l'integrazione è diventata sempre più profonda, come mostrano i riassunti generati automaticamente, le modalità conversazionali e strumenti di assistenza basati su modelli linguistici. Secondo Google, la ricerca tradizionale e le funzioni generative condividono ormai la stessa infrastruttura tecnologica, e ciò rende impraticabile una separazione netta tra le due componenti.
Contestualmente è stato annunciato il rafforzamento di Guided Learning, la modalità progettata per accompagnare gli studenti nella risoluzione dei problemi senza fornire immediatamente la risposta finale. L'obiettivo dichiarato è favorire quello che viene definito «apprendimento guidato», nel quale lo studente viene accompagnato attraverso domande, suggerimenti e passaggi intermedi anziché ricevere direttamente la soluzione.
La questione assume particolare rilevanza per via del peso di Google nel settore dell'istruzione. Il gigante di Mountain View afferma che oltre 150 milioni tra studenti, insegnanti e professionisti dell'educazione utilizzano Classroom a livello globale. In molte scuole statunitensi Chromebook, Gmail, Documenti e Classroom costituiscono l'infrastruttura digitale principale per le attività quotidiane. Proprio questa posizione dominante ha alimentato le critiche: diversi osservatori e responsabili pubblici hanno sostenuto che legare l'accesso alla ricerca all'accettazione delle funzionalità di intelligenza artificiale rischi di ridurre la libertà di scelta delle scuole. L'ex presidente della Federal Trade Commission, Lina Khan, ha accusato Google di utilizzare la propria posizione nella ricerca online per spingere l'adozione dell'IA negli istituti scolastici.
L'intera vicenda fotografa una trasformazione ormai evidente: per Google la ricerca sul web non è più un servizio separato dall'intelligenza artificiale. La conseguenza pratica è che il dibattito sull'adozione dell'IA nelle scuole non riguarda più soltanto l'accesso a chatbot e assistenti digitali, ma coinvolge direttamente uno degli strumenti di consultazione più utilizzati dagli studenti negli ultimi vent'anni.
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