A quando il Fisco in camera da letto?

Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, i nuclei dei verificatori fiscali avrebbero ricevuto istruzioni per esplorare il web a caccia di evasori.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-02-2001]

Secondo quanto riportato dal quotidiano Italia Oggi, i verificatori fiscali utilizzaranno i normali motori di ricerca partendo dall'accoppiata nome/cognome e il sito, se conosciuto; oppure consultando il data base tenuto dalla Registration Authority che gestisce i domini ".it"

I verificatori durante l'accesso potranno anche prendere visione dei messaggi di posta elettronica; ciò avverrà senza formalità, nel caso risultino già aperti, e solo dopo l'autorizzazione della magistratura se ancora da leggersi dal destinatario. Il bello (anzi il brutto) della faccenda è che la circolare ministeriale considera leggibili i messaggi contraddistinti dall'icona rappresentante una busta aperta, e "chiusi" quelli contraddistinti dal titolo in grassetto.

E come la mettiamo, con i pallini di Eudora? Provocheranno il sequestro del PC in attesa che un magistrato decida cosa si può leggere e cosa no? E, soprattutto, come la mettiamo con quei pericolosissimi Carbonari che si scambiano messaggi in PGP? Mah! Così vanno le cose... Anzi, andavano nel secolo XXI.

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