BSA chiama, Vira risponde

Il provider italiano cede alle lettere minatorie provenienti dagli USA. E minaccia denunce.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-03-2006]

Coniglio internettiano

Il traffico del peer to peer non è granchè simpatico agli Internet Service Provider. L'elevato uso di banda, costante e senza orari può mettere in difficoltà chi ha fatto dei conti un po' troppo ottimistici sulla ripartizione dei flussi assegnati ai propri utenti. Si ricorda ancora la minaccia di rescissione di contratto di Tiscali per eccesso di traffico, e ancora oggi i trucchetti per limitare la quantità di dati su questi canali sono all'ordine del giorno.

Ma nessuno era mai arrivato a minacciare di denunciare alla magistratura i propri utenti, spesso precedentemente allettati con campagne marchettare che facevano chiaro riferimento al download di musica e film. È la novità che si respira in questi giorni in casa Vira, fornitore tra i più popolari negli ultimi tempi, che ha fatto del VoIP il proprio cavallo di battaglia.

Tutto nasce da una lettera della Business Software Alliance (BSA), l'associazione dei produttori di software proprietario, una tra le tante inviate a Vira e ad altri provider. Il testo dice più o meno: "abbiamo scoperto che programmi che fanno capo a nostri membri " (in questo caso, McAfee VirusScan, n.d.r.) "sono offerti pubblicamente in copia non autorizzata al sito sotto specificato" (in questo caso, eDonkey, n.d.r.). "Poiché questo sito sembra utilizzare un account sotto il vostro controllo, chiediamo la vostra collaborazione."

"Non vi è alcun provvedimento di carattere giudiziario in corso," ammettono quelli della BSA, "ma abbiamo come un presentimento che quest'attività violi le leggi in materia di copyright, e probabilmente pure i vostri regolamenti interni," continua la lettera. Ma il bello deve ancora venire: "un'azione appropriata potrebbe avere il duplice scopo di scongiurare grane legali, e dare una forte impronta educativa."

Come dire: colpirne uno per educarne cento. Siamo alle solite. Con una serie di minacce piuttosto esplicite, la BSA si arroga funzioni poliziesche senza averne il diritto, sperando di estorcere all'interlocutore una collaborazione assolutamente non dovuta. L'utente "colpevole" non è identificabile dall'associazione, ma il provider può farlo. Per questo lo si deve invitare a cancellare quel file, o meglio, a toglierlo da quelli condivisi.

Alle minacce inappropriate, aggiungiamo che l'ambito di competenza territoriale è quanto meno dubbio, in bilico tra leggi statunitensi e italiane, e abbiamo un quadro chiaro della situazione. Qualunque avvocato interpellato avrebbe poca difficoltà a suggerire un uso pittoresco per quella lettera. Invece, sorprendentemente, Vira decide di accogliere le richieste, offrendo volontariamente la propria collaborazione.

Il provider girerà agli utenti incriminati l'avviso ricevuto da BSA. "In caso di secondo avviso," avvertono sul proprio forum, "saremo costretti a sospendere la connessione dell'utente per uso improprio e segnalare l'intera questione alle autorità giudiziarie competenti al controllo." Come dire: la tutela del cliente è in cima ai nostri pensieri.

Non sappiamo se ci stupisce di più l'intollerabile ingerenza del sindacato dei produttori di software, o l'eccesso di zelo del provider. Quest'ultimo non si limita a eseguire gli ordini provenienti dagli USA, ma aggiunge qualcosa di suo: BSA, infatti, non aveva osato chiedere la notifica alle autorità giudiziarie del presunto illecito. Gli echi di questo comportamento si fanno sentire, assordanti, nel forum di Vira.

"Spero che sia solo fuffa," scrive un utente, "perché, appena ricevo una mail del genere, cambio provider." L'amarezza è palpabile: "in tanti avevamo aderito a Vira per reazione al monopolio Telecom," aggiunge un altro cliente, "e abbiamo subìto in silenzio disservizi pazzeschi, in nome del principio. Questa storia mi dà la sensazione di essere finito dalla padella nella brace." Sembra di sentire le parole di Roger Waters: "Vira, what has become of you? Does anybody else in here feel the way I do?"

Ci spiace dover dare (parzialmente) ragione a BSA, ma il peer to peer è oggi utilizzato principalmente per diffondere materiale protetto da copyright: abbiamo già detto come questa pratica porti acqua al mulino degli sceriffi difensori della proprietà intellettuale. Il caso di Vira è emblematico: possibile che con tutti gli antivirus agili e gratuiti in circolazione, qualcuno rischi la fedina penale per diffondere (e pubblicizzare) VirusScan? Sarebbe come rubare gli hamburger di McDonald's.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (5)

{utente anonimo}
legale fai da te? Leggi tutto
20-3-2006 12:32

{utente anonimo}
lo scambio di files è un dovere civile Leggi tutto
17-3-2006 23:25

{utente anonimo}
Provider Due Facce Leggi tutto
17-3-2006 13:42

Vira e BSA Leggi tutto
17-3-2006 12:48

ice.man
vorrei un caso in tribunale Leggi tutto
17-3-2006 10:32

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