La pratica del googlebombing ha davvero i giorni contati?

A causa del calo di immagine e delle proteste dei diretti interessati, il più noto motore di ricerca si impegnerà nell'eliminazione della falla.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-02-2007]

Foto di Luis Rock

Google non dorme sonni tranquilli a causa del danno che indirettamente ha subìto a causa di una falla insita nel modo con cui il proprio algoritmo classifica i siti, consentendo cioè di puntare preferenzialmente a una data pagina web in modo proporzionale ai link presenti in rete.

Questo sistema, insieme alla velocità nel proporre i risultati, è stato determinante nell'affermazione di Google; ma molti hanno sfruttato questo sistema per qualche zingarata, invitando gli utenti a inserire un link per una determinata parola a una specifica pagina; se il numero di aderenti era massiccio, ricercando su Google la parola oggetto del bombing, quella pagina veniva proposta tra i primi risultati.

Bisogna ammettere che in versione ludica questo exploit poteva inizialmente essere divertente per tutti (tranne che per i diretti interessati), e ne sa qualcosa il presidente Bush. In altri casi il googlebombing è stato utilizzato anche per fini politici.

L'ultima iniziativa di questo genere - in ordine di tempo - è tutta italiana e mira a indirizzare a una pagina specifica tutte le ricerche effettuate (in Italia) per le parole Wi-Max e WiMax. Ne abbiamo parlato su Zeus News non più di qualche settimana fa e anche sul forum dell'Olimpo alcuni utenti si sono sbizzarriti.

Dopo una prima parziale patch, sembra che ora Google stia per introdurre un nuovo algoritmo capace di scoprire in molte lingue la presenza di eventuali tentativi di bombing. Comunque non sarà una priorità assoluta, vista l'esperienza negativa di Microsoft, che ha subìto notevoli perdite finanziarie proprio dalle modifiche introdotte nel proprio motore di ricerca.

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