Cinquecento borse di studio per l'università araba

L'Arabia Saudita ha bisogno di tecnici qualificati e ammetterà ai nuovi campus studenti di ogni nazionalità.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-06-2007]

Abdallah rex

L'ateneo, istituito dal re ʿAbd Allāh, con una dote di dieci miliardi di dollari, è tra il quinto e il sesto posto nel mondo per l'importanza dei finanziamenti.

Non aprirà prima di un paio d'anni, ma ha già iniziato a proporre ben cinquecento borse di studio cui possono concorrere studenti di ogni nazionalità, mentre circa 100 milioni di dollari serviranno da subito a finanziare le ricerche. Il Paese ha bisogno di tecnici qualificati, spiegano i responsabili, e verrà fatto ogni sforzo per accelerare i risultati del progetto.

L'università si indirizzerà a ricerca e specializzazioni interdisciplinari, tra cui specialmente energia e ambiente, ingegneria e scienza dei materiali, informatica e matematica applicata; le collaborazioni e le ricerche dovranno principalmente riguardare risorse idriche, desalinizzazione e reimmissione nell'atmosfera dei gas di combustione previa purificazione.

A regime, i campus potranno ospitare circa duemila studenti, tra cui almeno il 20% arabi, e oltre seicento dipendenti compresi i ricercatori. Sorgerà sulle sabbie del deserto che si stendono in prossimità di Jeddah sul Mar Rosso, a opera della concessionaria petrolifera Aramco.

Supervisore diretto della realizzazione sarà il Ministro del petrolio e risorse minerarie, ma una volta terminata la fase d'impianto l'ateneo godrà di autonomia amministrativa e finanziaria.

In Arabia Saudita le donne sono ammesse all'istruzione solo dal 1960 e oggi il numero delle laureate in informatica è più che triplo rispetto a quello degli uomini.

A proposito di donne, è inevitabile rilevare che sono sottoposte a a innumerevoli restrizioni e condizionamenti culturali, tradizionali, politici dovuti a un'interpretazione della legge islamica tra le più restrittive al mondo.

La donna saudita non può uscire o viaggiare senza il consenso del padre o del marito e lo fa solo se accompagnata; non è tuttora ammessa al voto né alla guida di un'automobile, e neppure se a bordo vi fosse il marito.

Alcuni progressisti, in verità, lo consentirebbero; ma solo perché il marito trasportato in qualità di "passeggero" non farebbe la figura di "autista della moglie", la quale -impegnata nella guida- non potrebbe importunarlo con le sue chiacchiere.

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29-6-2007 19:38

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