Il software che ruba le password di GMail

Un programma per il backup delle caselle di posta di Google sottrae in realtà i dati ai suoi utenti.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-03-2008]

Software per backup ruba le password di GMail

Nonostante sia illegale in molti Paesi (negli Usa a sancirlo è il famigerato Digital Millennium Copyright Act) la pratica del reverse engineering - cioè il risalire al funzionamento di un programma senza avere a disposizione il codice sorgente - ha anche i suoi meriti.

A dimostrare ciò vi è l'esperienza che Dustin Brooks ha raccontato al sito Coding Horror.

Dustin Brooks, programmatore, era in cerca di un programma che gli permettesse di fare il backup della propria casella di posta Gmail. La ricerca lo ha portato a incappare in G-Archiver, un programma che sembrava fare al caso suo.

Purtroppo G-Archiver non rispondeva alle sue esigenze ma, laddove un utente normale avrebbe subito cercato un altro software, l'istinto del programmatore curioso ha spinto Dustin Brooks a curiosare dentro al codice, usando un programma per il reverse engineering.

Ciò che ha così scoperto è stato piuttosto scioccante. All'interno del codice ottenuto, Brooks ha scovato il nome utente e la password di una casella Gmail appartenente a tale John Terry, presunto creatore del programma.

Questa non è parsa a Brooks una mossa particolarmente intelligente: che motivo ha un programmatore di includere nel codice che scrive i dati per accedere alla sua stessa casella di posta? Per rispondere a questa domanda, Brooks ha proseguito l'analisi scoprendo che ogni volta che un utente aggiungeva un account di cui fare il backup, nome utente e password di quell'account venivano spediti a John Terry.

Preso dunque da vendicativo furore, Brooks ha deciso di accedere alla casella Gmail di Terry, dove ha scoperto la bellezza di 1777 account rubati, e l'ha svuotata del suo contenuto, segnalando poi a Google l'abuso perpetrato da Terry.

Man mano che la notizia si va diffondendo, molti siti stanno togliendo G-Archiver dalla propria lista di download, mentre l'azienda che lo produce non ha rilasciato finora alcun commento.

Resta l'interessante domanda: qualora la storia dovesse avere delle conseguenze, chi sarà ritenuto più colpevole? John Terry, chiunque egli sia, o Dustin Brooks, che si è permesso di smascherare il funzionamento fraudolento di un software tramite tecniche ritenute illegali?

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (2)

{Lucio}
Questa non l'ho mai sentita...che vuol dire?
13-6-2014 00:31

{Rick}
Qualche commento c'è stato... ...Molto esile, direi Come si dice in gergo: "cambiate ventose!" Leggi tutto
12-3-2008 11:50

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