007, licenza di fotografare

Un fotografo dilettante è stato fermato da un poliziotto perché stava scattando delle fotografie in un luogo pubblico senza possedere l'autorizzazione.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-04-2008]

Fermato perché senza licenza di fotografare

La paura del terrorismo, o la caccia al pedofilo, può raggiungere vette inverosimili; specialmente nel Regno Unito, sembrerebbe.

Phil Smith, un fotografo dilettante inglese, stava scattando delle fotografie alle luminarie natalizie di Ipswich quando è stato fermato da un poliziotto, il quale gli ha chiesto se avesse un'autorizzazione per la macchina fotografica.

Mentre cercava di spiegare che non ne aveva, anche perché non esiste nulla del genere nemmeno nella sospettosa Inghilterra, veniva trascinato via dalla folla che ammirava le luminarie e, naturalmente, scattava le proprie foto.

Smith ha ipotizzato che il suo fermo sia stato dovuto all'aspetto della sua fotocamera: "La gente stava ancora scattando fotografie con i cellulari e le fotocamere compatte, quindi probabilmente è successo perché la mia sembrava una macchina fotografica professionale con sopra il flash".

"Siamo in una situazione triste, al giorno d'oggi, se un fotografo amatoriale non può stare per strada e fare fotografie", ha concluso Smith.

Il caso di Phil Smith non è comunque l'unico: altri, anche fotografi professionisti, sono stati fermati perché sospetti di terrorismo, o scambiati per pedofili, da poliziotti troppo zelanti. In realtà chiunque ha diritto di scattare foto in luoghi pubblici, ma ben pochi riescono a obiettare razionalmente facendo valere i propri diritti quando vengono trascinati via dalle forze dell'ordine sulla base di qualcosa che non esiste.

"C'è un grado elevato di paranoia e la polizia è all'erta per qualunque cosa vagamente ricordi il terrorismo. Più professionale sembra un fotografo, paradossalmente, più è facile che venga fermato. Ma se qualcuno usasse delle foto per scopi terroristici, userebbero una fotocamera più piccola possibile", ha dichiarato Stewart Gibson, del Bureau of Freelance Photographers.

La storia di Phil Smith, tutto sommato, si è poi conclusa bene. Ha ricevuto le scuse scritte della Polizia del Suffolk e una visita da parte di un ispettore, che ha spiegato come l'ufficiale che l'aveva fermato avesse agito in maniera errata.

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Commenti all'articolo (2)

{giovanna serafini}
io ho vissuto 10 minuti di puro terrore lo scorso gennaio su una spiaggia di Nouakchott, in Mauritania, dove un tardo pomeriggio ero andata per fotografare l'arrivo dei pescherecci ed il mercato del pesce con la mia Nikon D200 e un Nikkor 18-200 montato. Viaggio da sola in Africa da 16 anni e sono abituata alla corruzione di militari... Leggi tutto
28-7-2011 16:12

per la serie "prima ti investo, poi ti chiedo scusa"...
21-4-2008 10:41

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