Licenze collettive per legalizzare il peer to peer

L'associazione ScambioEtico propone un sistema per compensare gli autori e consentire la libera diffusione della cultura, purché ciò avvenga senza fini di lucro.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-01-2009]

Scambioetico.org lettare aperta legalizzare p2p

Non è detto che la lotta alla pirateria sui circuiti p2p debba per forza contrapporre gli utenti e l'industri dei contenuti. Un'altra via, che tramite l'adozione di licenze collettive renda legale la condivisione delle opere tramite il peer to peer, esiste e da tempo ScambioEtico la sostiene, purtroppo spesso nell'indifferenza generale.

L'associazione non demorde, convinta che sia questa l'unica via per non criminalizzare gli utenti e garantire la libera trasmissione della cultura, e per questo ha scritto una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro dei beni culturali Sandro Bondi e al ministro degli affari interni Roberto Maroni.

La riportiamo integralmente qui sotto: darle la massima visibilità possibile potrebbe contribuire a cambiare un sistema che ha ormai un urgente bisogno di rinnovarsi.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
e, p.c: al Ministro dei Beni e le Attività Culturali
al Ministro degli Affari Interni

Egregio Presidente,
poiché, nonostante i numerosi comunicati stampa inviati ed a parte qualche frammentaria notizia apparsa in Rete, nessuno dei tradizionali mass media ne ha dato notizia, ho preso l'iniziativa di redigere questo comunicato per informarLa che, il giorno 13 dicembre 2008, abbiamo promosso in 4 città italiane manifestazioni volte a sollecitare l'iniziativa politica per legalizzare in Internet la condivisione purché non a fine di lucro - di opere protette dal diritto d'autore.

Non è un mistero per nessuno che anche in Italia ci siano milioni di persone che attraverso la rete telematica condividono musica, film ed altre opere dell'ingegno e questi cittadini vengono, dagli autori e dall'industria dell'intrattenimento, definiti ladri nella convinzione che, se non fosse possibile reperire le opere in questo modo, esse verrebbero legalmente acquistate.

È vero, le persone scaricano da Internet molte cose, ma è altrettanto vero che, se non potessero ottenerle in quel modo, difficilmente spenderebbero dei soldi per acquistarle attraverso canali legali. In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo è assai probabile, infatti, che di molte opere se ne farebbe a meno (in particolare quelle meno recenti), mentre altre potrebbero essere reperibili, ad esempio, da registrazioni dalle radio, dalle TV, da copie effettuate tramite acquisti collettivi (prima della diffusione massiccia delle connessioni a banda larga questa era la prassi costante) o - ancora peggio - acquistandole attingendo al vastissimo mercato illegale.

Invece, grazie alla possibilità di scaricare tali opere da Internet, questo mercato clandestino si è, in questi ultimi anni, di molto ridotto. Siamo a conoscenza che al momento ci sono forti pressioni per introdurre, non solo in Italia, una legislazione che a nostro avviso viola la privacy, in quanto delega ai privati il monitoraggio e l'intercettazione delle comunicazioni in Internet, nonché l'estromissione dalla stessa di quegli utenti che, attraverso il file sharing, contravvengono la disciplina del diritto d'autore, ma osiamo sperare che la Sua sensibilità per la privacy e per la dottrina liberale non voglia cedere a siffatte misure invasive ed oscurantiste.

Concorderà con noi riguardo al fatto che l'arte, la cultura e la conoscenza non debbano essere mercificate oltre una certa soglia, come crediamo fermamente che sarebbe un grande traguardo per un Governo volto al progresso il riuscire a rendere tutto ciò alla portata anche dei ceti meno abbienti nel modo più ampio ed immediato possibile.

Invece di combattere una battaglia per tutelare la proprietà intellettuale con sistemi criminalizzanti e accentratori, ci permettiamo di suggerire quanto possa essere più proficuo intraprendere un percorso in grado di apportare degli utili anche attraverso la condivisione di opere d'ingegno, purchè, ovviamente, non vi siano fini commerciali.

Questa strada è - a nostro avviso - percorribile attraverso l'istituzione di un sistema di licenze collettive che legalizzino le condivisioni telematiche non a scopo di lucro, utilizzando a tal fine dei particolari siti che facciano da filtro affinché le opere condivise non siano di qualità elevata da sostituire l'acquisto dell'originale, ma piuttosto - possano essere considerate "copie di valutazione e promozione" e, come tali, persino propedeutiche all'acquisto in alta qualità degli originali stessi attraverso i canali ufficiali di vendita.

Poco prima di Natale il Senato ha approvato l'Ordine del Giorno (n. G3.174 al DDL n. 1209) per consentire la nascita di altre società di intermediazione, raccolta e ripartizione dei compensi del diritto d'autore. A tale proposito gradirei segnalarLe che presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati è stata depositata, in attesa di valutazione, la PdL N° 185 che va proprio in questa direzione; sempre in attesa del vaglio vi è, inoltre, anche la PdL N° 187, nata con lo scopo di proporre una soluzione atta a legalizzare queste condivisioni attraverso un sistema di licenze collettive.

La nuova figura di una società che raccolga e ridistribuisca, sulla base di imparziali criteri meritocratici, tutti gli introiti provenienti dalle condivisioni non commerciali attraverso Internet, sarebbe la svolta legalizzatrice di questo fenomeno, procurando, al contempo, ulteriori introiti per i detentori dei diritti di sfruttamento.

La invitiamo, quindi, a prendere visione delle succitate PdL nn° 185 e 187, augurandoci che, condividendone la sostanza, voglia far sì che esse ottengano presto l'urgente calendarizzazione dei lavori parlamentari.

In un momento storico in cui stanno facendosi largo diverse politiche repressive ed oscurantiste, di cui la Francia ultimamente si sta facendo promotrice, la soluzione individuata nelle licenze collettive potrebbe essere sinonimo, per il Paese che intendesse adottarla, di grande innovazione liberale anche in ambito internazionale.

Augurandomi che tale proposta venga al più presto presa in giusta considerazione, mi permetto di suggerire che - nel frattempo - quanto meno le opere che hanno ormai concluso il loro primario ciclo commerciale possano essere legittimamente condivise, sempre sottintendendo che ci si stia riferendo ad azioni prive di scopi commerciali.

Infatti dopo qualche anno musica, film, libri, ma anche software e videogiochi perdono di interesse e diventano un patrimonio culturale di cui sarebbe bene garantire la più ampia disponibilità, anche allo scopo di favorire, attraverso la conoscenza, l'eventuale acquisto degli originali di "qualità".

Su questo ultimo punto la nostra Associazione si è particolarmente impegnata e siamo disponibili in qualsiasi momento ad un incontro, per avere la possibilità di esporre in modo più articolato la nostra visione di come la liberalizzazione di queste opere possa essere fattibile senza - non soltanto - creare danno al mercato, ma anzi, favorirlo e contribuire nel contempo a farlo crescere ancora di più.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 12)

Non facciamo certe discriminazioni perchè anche qui al nord ci sono quelli che non lo pagano e te lo assicuro, quindi smettiamo di accusare ingiustamente persone solo per posizione geografica, è una sottoforma di razzismo, lasciamo allo stato il suo compito di controllo sulla nazione. wink: Leggi tutto
6-2-2009 10:46

{carlo}
Autorizzazione di Stato a scaricare Leggi tutto
6-2-2009 08:53

Condivido pienamente il pensiero di fulmine. Se le case discografiche & C. avessero adottato una politica più economica sicuramente non esisterebbe neanche il problema. Invece che vendere poco a molti soldi dovrebbero abbassare i prezzi e venderebbero molto ma molto di più, creando più richiesta con più lavoro ecc. ecc. ecc. ecc..... Leggi tutto
3-2-2009 23:25

Adesso dico la mia. Premetto di aver letto molto velocemente la lettera. Che dire? Sicuramente anche queste licenze collettive possono essere una soluzione,però imho non penso che Berluscono e company in questo momento possono pensare a questo.In un Italia (anche il resto del mondo) in crisi è molto difficile che il premier (e tutti gli... Leggi tutto
3-2-2009 15:42

... e non solo berlusconi ma anche le case discografiche come vedete in questo articolo del zeus news: Sarà una dura lotta ma se gli utenti resteranno uniti si arriverà a qualche soluzione per tutti e non solo per la siae o altri che hanno interessi di soldi. Leggi tutto
3-2-2009 11:10

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