La RIAA mentiva, le minacce di causa continuano

I discografici americani avevano promesso di non perseguire più i singoli utenti, invece ne hanno denunciati a centinaia.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 06-02-2009]

Lo scorso dicembre l'Associazione dei discografici americani aveva promesso che non avrebbe più perseguito gli utenti privati scoperti a condividere file protetti da copyright tramite il peer to peer. Non era diventata buona: semplicemente preferiva concentrarsi sui provider. Ora si sa che mentiva.

Dopo l'annuncio del 21 dicembre e dopo la consegna al Congresso Americano di una lettera, datata 23 dicembre, in cui affermava che sin da agosto aveva abbandonato le cause contro i singoli, la Riaa ha dato il via a altri 40 procedimenti giudiziari; contando da agosto, poi, si scopre che gli utenti denunciati sono centinaia.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 6)

Possibilissimo invece: 1) loro possono aspettare con calma, hanno avvocati già pagati per quello. 2) il denunciato magari si caga sotto (e magari perfino nel caso in cui sia innocente) e per evitare di aspettare il 2019 (e oltre!) contratta, patteggia, ecc. ecc. Le lungaggini della giustizia italiana non favoriscono i cittadini, ma chi... Leggi tutto
9-2-2009 11:09

L'avidità fa fare cose stupide Leggi tutto
9-2-2009 09:35

Bella questa :sbonk: :sbonk: :sbonk: Leggi tutto
7-2-2009 23:30

dopo il modo di dire "promesse da marainaio", si diffonderà quello di "promesse da RIAA"?
7-2-2009 21:41

:shock:
7-2-2009 14:22

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Tecnologie dirompenti: pur non essendo minacce nel senso stretto del termine, tecnologie come le applicazioni mobile e il trend del BYOD (bring-your-own-device) stanno cambiando le regole a cui le aziende si sono attenute sino a oggi.

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