Pacchi extra-UE più costosi: dazio europeo da luglio e tassa italiana a ottobre

E a novembre dovrebbe debuttare un'ulteriore tassa UE da 2 euro.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-06-2026]

Ormai ci siamo: dal 1 luglio entrerà in vigore nell'Unione Europea il nuovo dazio fisso di 3 euro per ogni spedizione extra‑UE di valore inferiore a 150 euro; a questo l'Italia aggiungerà un ulteriore contributo nazionale di 2 euro a partire dal 1 ottobre. La combinazione delle due misure porterà quindi entro la fine dell'anno a un costo aggiuntivo di 5 euro per pacco, con un impatto diretto sugli acquisti online provenienti da marketplace internazionali. Il dazio europeo da 3 euro è stato approvato per eliminare l'esenzione doganale che per anni ha riguardato i pacchi di basso valore. Secondo le stime ufficiali, nel 2024 sono entrati nel mercato unico 4,6 miliardi di pacchi sotto i 150 euro, oltre il 90% dei quali proveniente dalla Cina. L'UE ha spiegato che la misura è necessaria per ridurre l'onere amministrativo sulle dogane e per riequilibrare la concorrenza con i venditori europei, soggetti a IVA e normative più stringenti.

Il dazio europeo non si applica al pacco nel suo complesso, ma alle categorie merceologiche degli articoli contenuti. Se un pacco contiene prodotti appartenenti a categorie diverse, il "contributo" viene applicato più volte. Le linee guida europee chiariscono che, ad esempio, una maglietta e un orologio comportano un dazio totale di 6 euro, mentre cinque magliette della stessa categoria generano un dazio di 3 euro. Il contributo italiano da 2 euro, previsto dalla Legge di Bilancio 2026, è stato rinviato più volte e ora entrerà in vigore il 1 ottobre 2026. La misura riguarda i pacchi extra‑UE di valore dichiarato fino a 150 euro e nasce per coprire i costi amministrativi dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La Circolare ADM n. 4/2026 specifica che il contributo è classificato come onere amministrativo e non concorre alla base imponibile IVA.

Il rinvio della tassa italiana è stato deciso per evitare la sovrapposizione immediata con il dazio europeo. Senza il rinvio, dal 1° luglio si sarebbe verificato l'effetto "3+2", con un prelievo totale di 5 euro per spedizione. Il governo ha scelto di posticipare la misura nazionale per consentire agli operatori logistici di adeguare sistemi e procedure, evitando un impatto simultaneo sulle spedizioni. Secondo le associazioni del settore, la tassa italiana potrebbe spingere i marketplace extra‑UE a reindirizzare le spedizioni verso altri hub europei, con successivo trasporto su gomma verso l'Italia. Confetra ha avvertito che la misura potrebbe «provocare il crollo di almeno il 50% dei traffici merci e far perdere 25 milioni di euro allo Stato», evidenziando il rischio di una riduzione dei volumi gestiti direttamente dalle dogane italiane.

Il nuovo dazio europeo rappresenta uno dei primi passaggi della riforma doganale UE che entrerà pienamente in vigore nel 2028. La riforma prevede la creazione di un centro doganale digitale per l'e‑commerce e l'introduzione della Union Handling Fee, una ulteriore commissione di gestione doganale che dovrebbe essere applicata entro novembre 2026. L'importo non è ancora definito, ma alcune stime parlano di circa 2 euro per spedizione. Le piattaforme di e‑commerce internazionale - come Temu, Shein e AliExpress - saranno tra le più colpite dalle nuove misure. Il volume di pacchi di basso valore provenienti da questi marketplace è cresciuto rapidamente negli ultimi anni, rendendo frequenti spedizioni di importo ridotto e ad alta frequenza. Le nuove regole mirano a ridurre l'uso improprio dei numeri IOSS e a contrastare pratiche che hanno favorito l'evasione dei dazi.

Per i consumatori, nel breve periodo il rinvio della tassa italiana evita l'aumento immediato dei costi. Dal 1 luglio si applicherà solo il dazio europeo da 3 euro, mentre il contributo nazionale entrerà in vigore dal 1 ottobre. La prospettiva di ulteriori commissioni europee entro fine anno potrebbe comunque portare il costo totale per spedizione fino a 7 euro, come si può facilmenta calcolare a partire da quanto abbiamo riportato. La questione resta aperta anche sul piano operativo. L'applicazione del contributo italiano richiede procedure chiare per la riscossione e per la gestione dei tracciati doganali H1 e H7. Gli operatori logistici e i marketplace dovranno adeguare i sistemi di dichiarazione e di calcolo dei contributi, mentre i consumatori dovranno prestare attenzione alle nuove regole per evitare sorprese sui costi finali degli acquisti online.

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