Apple chiude la porta a Flash e Java

La tecnologia di Adobe è assente sui MacBook Air. Il futuro di Java su OS X è in forse.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-10-2010]

Apple Mac OS X Lion Adobe Flash Oracle Java

A Steve Jobs, e di riflesso a Apple, Flash non piace: ormai nessuno lo ignora, eppure è comunque degna di nota la decisione di non preinstallare la tecnologia di Adobe sui nuovi MacBook Air.

Non preinstallare un software non significa impedire di utilizzarlo: gli utenti possono fare da sé, e ci possono persino essere delle ottime ragioni per preferire questa strada.

A causa dei bug e delle relative correzioni, infatti, qualsiasi versione di Flash Apple avesse deciso di installare sarebbe con buona probabilità stata già vecchia al momento dell'acquisto di un MacBook Air: in questo caso l'utente avrebbe avuto un software funzionante ma potenzialmente pericoloso.

Decidendo di non includere Flash, invece, Apple lascia che l'utente provveda in autonomia a dotarsi dell'ultima versione.

Se l'esclusione della tecnologia di Adobe - antipatie a parte - può dunque avere una sua spiegazione logica, più serio e incerto è il destino di Java.

Finora infatti la versione per OS X dell'ambiente creato da Sun veniva sviluppata internamente da Apple, pratica che ha sempre comportato >un comprensibile ritardo rispetto alle versioni ufficiali rilasciate da Sun stessa per gli altri sistemi.

Ora, però, Sun è diventata parte di Oracle e, ultimamente, Steve Jobs in persona s'è detto insoddisfatto della situazione di Java per Mac rispondendo via email a uno sviluppatore.

Il messaggio del CEO di Apple si conclude con la frase sibillina "Questo non può essere il modo migliore per farlo", in riferimento proprio alla cronica mancanza di aggiornamento di Java su OS X rispetto al resto del mondo.

Il problema è capire come interpretare quella frase. La prima possibilità è quella più drastica: Lion (Mac OS X 10.7) non supporterà Java. Apple sospenderà il supporto a questa piattaforma, peraltro mai apprezzata in maniera particolare.

A suffragare quest'ipotesi c'è anche la decisione di non accettare applicazioni scritte in Java nell'imminente App Store per OS X.

La seconda possibilità è meno traumatica e prevede un coinvolgimento diretto di Oracle nello sviluppo dell'ambiente runtime Java per OS X: i rapporti tra le due aziende potrebbero essere migliori di quelli che c'erano tra Apple e Sun, considerata l'amicizia tra i due amministratori delegati, Jobs e Ellison.

C'è da dire che a rendere più complicato questo secondo scenario c'è la tipica mania di Apple nel tenere segreto il maggior numero di informazioni possibile: forse l'azienda di Cupertino non permetterà a Oracle di immischiarsi in OS X, specie per fornire un ambiente per far girare software che non entrerà mai nell'App Store.

Guardando l'intera vicenda da un punto di vista più generale, infine, se l'esclusione di Flash - la cui installazione è per ora demandata agli utenti - e Java - il cui destino è incerto - diventasse definitiva non ci sarebbe da sorprendersi: non dovrebbe essere un mistero per nessuno il sogno di Steve Jobs di avere un sistema perfettamente chiuso, certamente sicuro ma completamente controllato da Apple.

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