Report parla del Web, la Rete protesta

La puntata dedicata ai social network scatena le polemiche: gli internauti si ribellano contro l'immagine distorta della Rete dipinta dalla trasmissione.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-04-2011]

Gabanelli Report Internet Facebook prodotto sei tu

Ha scatenato molte polemiche l'ultima puntata di Report, dedicata a Internet in generale e ai suoi pericoli ma in particolare ai giganti della Rete, come Facebook e Google.

Il taglio dato alla trasmissione di RaiTre non è piaciuto a quanti l'hanno ritenuto eccessivamente allarmista: i servizi trasmessi hanno dipinto Internet come un luogo pericoloso, dove molti sono i tranelli in cui è facile cadere.

Facebook, diventato da qualche anno per molti quasi un sinonimo di Web, con tutti i dati personali che gli utenti gli consegnano è apparso come il pericolo più grande per quanto riguarda la privacy e l'uso illecito che il social network - o eventuali partner - potrebbero fare delle informazioni che custodisce.

Né hanno fatto una figura migliore soggetti come Google, YouTube o Twitter: il sito di microblogging s'è subito riempito di messaggi critici, scritti da chi ha visto la puntata e l'ha ritenuta quantomeno "superficiale" quando non addiritttura, ironicamente, "sano terrorismo".

Leggendo i messaggi che sono circolati in Rete, una delle critiche che viene mossa più sovente è che la trasmissione di Milena Gabanelli fosse dedicata a chi conosce poco e niente di Internet, e che a costoro sia stato fornito un quadro distorto e dipinto con colori eccessivamente scuri.

Il servizio più criticato è stato quello intitolato Il prodotto sei tu in cui i social network vengono messi negativamente in correlazione con le aziende, nell'idea generale di un utilizzo senza scrupoli dei dati degli utenti per conoscere le loro preferenze su pressoché ogni argomento: un business senza prezzo per chi investe in pubblicità.

In realtà tra ciò che è stato detto in trasmissione non c'è nulla di nuovo: chi naviga abitualmente in Rete è conscio del fatto che da un lato le proprie abitudini di navigazione vengono utilizzate dai fornitori dei servizi - come Google, che su proprio su questo basa per esempio la propria attività pubblicitaria online - e che dall'altro anche in Internet esiste chi cerca di approfittare della buona fede delle persone.

Forse è proprio questa la colpa che i più rinfacciano a Report: mettere l'accento sui lati negativi che gli "esperti" conoscono ma che possono spaventare i neofiti, senza lasciare abbastanza spazio alle possibilità offerte dalla Rete.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 41)

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14-4-2011 09:05

Hanno inventato Google apposta. Fatti una ricerca... Leggi tutto
14-4-2011 08:45

A questo punto è necessario qualche link a queste proteste. Voglio proprio vedere chi è che protesta.
13-4-2011 21:08

Io l'ho trovato moooolto morbido, altro che protestare! La Gabinelli di qualche anno fa, certamente, avrebbe osato di più. Ma è già tanto che può ancora andare in onda (non so se è solo una mia impressione, ma le puntate di questa serie mi sembrano un po' più attente e morbide). Sulla puntata in questione, direi che per noi magari era... Leggi tutto
13-4-2011 20:02

{Luca B.}
Esatto. Le implicazioni di cui è bene tener conto (semplicemente "pensarci prima"), sono così tante e le potenzialità di questi mezzi con quei dati in mano possono far facilmente rabbrividire. Non per fare il guastafeste, ma chi va su facebook o su altri contenitori di questo tipo e parla a cuor leggero, dicendo semplicemente... Leggi tutto
13-4-2011 12:16

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