The Pirate Bay, confermate le condanne

Prigione per gli amministratori e multa milionaria. Per le lobby antipirateria la battaglia è solo agli inizi.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 02-02-2012]

piratebay condanna

Condanna confermata per gli amministratori di The Pirate Bay: la Corte Suprema svedese ha rifiutato la revisione del processo, facendo quindi diventare definitive le condanne emesse nel 2009.

Peter Sunde, storico portavoce del sito (sebbene oggi non ricopra più quel ruolo), dovrà passare 8 mesi in prigione; Fredrik Neij 10; Gottfrid Svartholm 12; Carl Lundström, finanziatore, 4.

Per i quattro, però, difficilmente si spalancheranno le porte del carcere: per la giustizia svedese è normale, se il processo dura più di cinque anni (come in questo caso), scontare 12 mesi di pena.

Resta tuttavia la multa (46 milioni di corone svedesi, ossia 5,2 milioni di euro) e l'importanza del verdetto.

L'avvocato di Lundström l'ha peraltro bollato come «assurdo» poiché la Corte si sarebbe «disinteressata dal dissezionare e analizzare le implicazioni legali e i cambiamenti di uno dei più importanti casi legali al mondo di tutti i tempi» emettendo, in sostanza, una sentenza che non tiene conto delle condizioni attuali e della natura della Rete.

Peter Sunde rincara la dose, ricordando l'importanza di The Pirate Bay al di là dell'uso per diffondere pirateria: grazie al sito - dice Sunde - sono stati resi noti documenti, sono state aiutate persone che hanno partecipato alla cosiddetta "primavera araba".

«Abbiamo combattuto la corruzione in tutto il mondo. Abbiamo promosso le pari opportunità per le nazioni povere in tutto il mondo. Abbiamo schiacciato il monopolio sull'informazione. Non ho visto l'industria dell'intrattenimento aiutare qualcuno se non se stessa» conclude Sunde.

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Per la Baia, però, non è ancora giunta la fine: consci dell'opposizione degli Stati Uniti alla sua esistenza e tenendo in gran conto il destino di Megaupload, gli amministratori hanno deciso di cambiare il dominio di riferimento del sito.

Ora, infatti, The Pirate Bay è raggiungibile (filtri nazionali a parte) a un dominio svedese (TLD .se) anziché al classico internazionale .org, più prono a eventuali tentativi di sequestro.

L'ipotesi, infatti, non è così remota: pare infatti che nel 2010 sia The Pirate Bay che Megaupload siano già sfuggiti a un tentativo in questo senso, sebbene i dettagli non siano noti.

Gli attuali gestori non hanno comunque certo intenzione di arrendersi, come testimonia il messaggio postato sul sito: «Il 2012 è l'anno della tempesta. The Pirate Bay raggiungerà un'età di 9 anni. Nonostante i raid, lo spionaggio e le minacce di morte, siamo ancora qui. Siamo stati all'inferno e siamo tornati e ciò ci ha resi più forti che mai».

«Tre nostri amici e fratelli di sangue» - continua il messaggio - «sono stati condannati alla prigione. Potrebbe suonare peggio di quanto sia. Dato che nessuno di loro vive più in Svezia, non andranno in galera. Sono liberi oggi tanto quanto lo erano ieri».

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Altri 150 siti nel mirino delle lobby anti P2P

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Commenti all'articolo (1)

«In quest'anno di tempesta, i vincotori alzeranno mulini a vento e i predenti costruiranno ripari. Flettete i muscoli, compagni pirati! Costruite più siti! Più reti! Più protocolli! Gridate più forte che mai e portiamoci al prossimo livello!»
12-2-2012 17:28

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