Olanda, Partito Pirata si rifiuta di bloccare Pirate Bay

Preferisce arrivare al tribunale piuttosto che sottostare alle minacce della locale associazione antipirateria.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 05-04-2012]

pirate bay olanda partito pirata

L'Italia non è l'unico stato da cui The Pirate Bay non è direttamente raggiungibile: nei Paesi Bassi, l'associazione antipirateria BREIN è riuscita a ottenere che i due maggiori provider - Ziggo e XS4ALL - blocchino il sito.

Come accaduto altrove, anche lì sono immediatamente sorti diversi proxy che consentono di aggirare il blocco e contro i quali BREIN si è subito scagliata; uno di questi proxy è gestito dal locale Partito Pirata.

Contro uno dei proxy, BREIN ha già ottenuto una vittoria, riuscendo a ottenere un'ingiunzione che ha obbligato i gestori a sospendere ogni attività; in caso contrario avrebbero pagato una multa di 1.000 euro per ogni giorno in cui il proxy sarebbe rimasto online.

Usando questa ingiunzione come leva, l'associazione si è rivolta anche contro il proxy del Partito Pirata; in questo caso, però, si è vista rispondere negativamente, e il partito ha fatto sapere di non aver paura di arrivare in tribunale, e ha spiegato il perché.

«In Internet pullula una gran quantità di proxy. Da quasi tutti TPB è raggiungibile, anche con un singolo URL. Se andiamo avanti così non resterà più alcuna Internet quando BREIN avrà raggiunto il proprio obiettivo di rendere TPB inaccessibile» ha dichiarato il presidente del partito.

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Il Partito Pirata ritiene che BREIN si stia spingendo troppo oltre, e che nella sua foga distruttrice non si interessi del fatto che così facendo daneggia anche gli artisti legittimi, oltre all'intera Rete.

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Commenti all'articolo (3)

Quoto mda! Come al solito i benefici di pochi, in questo caso le lobbies che succhiano agli artisti i diritti d'autore, gravano pesantemente sulle spalle dei soliti noti e puntano sempre di più a limitare le libertà di espressione fondamentali delle persone.
8-4-2012 09:52

Sono sicuro che i posteri, sui libri di storia, ci daranno ragione al 100%. Però la cosa non mi consola granchè. :(
6-4-2012 15:04

Quanto ci costa l'anti-pirateria? Sicuramente migliaia di volte (pagano poi i consumatori onesti) di più che consentire la pirateria!!! Infatti le associazioni anti-pirateria sono diventate un male maggiore della pirateria stessa, un business miliardario! Senza contare le violazioni dei diritti dei cittadini comuni e altri controlli... Leggi tutto
6-4-2012 07:24

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Una donna è stata querelata per una recensione negativa di un ristorante scritta su Trip Advisor. Quale di queste affermazioni trovi più vicina al tuo pensiero?
Non è giusto che un'opinione scritta su Internet sia considerata pari a un articolo su un giornale. Bisogna rivedere al più presto le leggi sulla difesa dell'onore e sulla diffamazione.
E' giusto che anche sui forum o su Facebook o sui siti di recensioni si applichino le leggi relative alla diffamazione. Un'opinione negativa può rovinare la reputazione di un locale.
Gli utenti devono poter esprimere con la massima libertà la propria opinione su ristoranti, alberghi, ma anche prodotti o servizi acquistati. Un'opinione negativa non dovrebbe essere considerata diffamazione.
Trovo che oggi più che mai sia necessario prestare la massima attenzione a quello che si scrive online.
Le recensioni su Internet sono in gran parte inaffidabili: quelle positive sono scritte dai proprietari, quelle negative dalla concorrenza. In ogni caso l'opinione dei pochi singoli onesti non è significativa.
Vorrei dire la mia sul forum di Zeus News ma temo che prima dovrei procurarmi un buon avvocato, non si sa mai.

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