Sbarchi lunari in studio?

Dalla semplice bufala si passa al marketing virale.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 03-01-2003]

In un articolo precedente vi ho segnalato moontruth.com, un sito che mostra un filmato che getta nuova luce sulle ipotesi di complotto di certa gente che dice che non siamo mai andati sulla Luna.

Il filmato è naturalmente uno scherzo, ma ha un retroscena interessante che mi è stato segnalato da un lettore (Luciano): non si tratta di un semplice scherzo messo in piedi da un gruppo di appassionati, come è capitato altre volte in Rete. Si tratta invece di un vero e proprio esempio di marketing virale: ossia di un test, da parte di un'agenzia pubblicitaria, di come si può indurre la gente a generare un passaparola sfruttabile a fini pubblicitari.

Infatti il nome di dominio moontruth.com è registrato (come rilevabile tramite i servizi whois oppure tramite Register.com o Geektools.com) a nome di una società inglese che si chiama The Viral Factory.

Visitando il sito indicato nell'indirizzo di e-mail, si scopre che è un'agenzia pubblicitaria, che annovera fra i propri clienti Ford, MTV, e H3G (quella dell'UMTS che mi diletto a bastonare quando dice le bugie).

La loro tecnica è semplice. Creano un filmato strano e lo "seminano" in un numero ridotto di siti e mandandolo a un certo numero di persone. Questi "primi contatti", affascinati o divertiti da quello che hanno visto, mandano il videoclip ad altri o invitano a visitare il sito che ospita il videoclip (un po' come sto facendo indirettamente anch'io con questo articolo), e chi vede il filmato vede anche il messaggio promozionale dello sponsor. Che però nel videoclip lunare non c'è, perché serve all'agenzia stessa per farsi conoscere.

Insomma, si tratta di un autentico falso filmato: quindi chi crede che questo filmato provi la messinscena della NASA si è fatto imbrogliare due volte. Questo naturalmente non ha impedito ad alcuni ufologi poco svegli di abboccare alla grande, come si può notare andando su Google.

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Paolo Attivissimo

(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.

Commenti all'articolo (1)

Ettore
BEH....!!! Leggi tutto
27-10-2004 22:52

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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