Cassazione: reato usare il nickname di qualcun altro

Arriva anche in Rete il reato di sostituzione di persona: chi si spaccia per qualcun altro può rischiare la denuncia.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-04-2013]

sostituzione persona online

Farsi passare in Rete per qualcun altro è molto pericoloso: si incorre infatti nel reato di sostituzione di persona.

A stabilirlo è la Corte di Cassazione, chiamata a giudicare il caso di una donna che, per "vendicarsi" dell'ex datrice di lavoro, aveva pubblicato in una chat pubblica le iniziali e il numero del cellulare di quest'ultima.

Come ovvia conseguenza, la donna era stata subissata di messaggi e telefonate a ogni ora da parte di persone che non esitavano a fare proposte hard o inviare foto a luci rosse, quando non si lasciavano andare agli insulti.

Le indagini sull'origine di tutto ciò e i primi gradi di giudizio avevano portato alla condanna dell'autrice del misfatto per i reati di molestie, ingiurie e sostituzione di persona.

Quando il caso, di ricorso in ricorso, è arrivato in Cassazione, i giudici della quinta sezione penale hanno stabilito che la sostituzione di persona si ha anche quando qualcuno utilizza «un account di posta elettronica, attribuendosi falsamente le generalità di un diverso soggetto, inducendo in errore gli utenti della rete Internet, nei confronti dei quali le false generalità siano declinate e con il fine di arrecare danno al soggetto le cui generalità siano state abusivamente spese».

Sondaggio
Un noto programma radio si è reso protagonista di alcuni scherzi telefonici ai danni di uomini politici: spacciandosi per qualcun altro hanno poi trasmesso le registrazioni alla radio e via Internet. E' un comportamento corretto?
Sì. Sono dichiarazioni di personaggi pubblici e di interesse per la collettività, quindi prevale il diritto all'informazione. - 39.6%
No. La libertà di stampa e di satira ha dei limiti che in questo caso vengono oltrepassati con l'inganno. - 56.9%
Non saprei. - 3.4%
  Voti totali: 641
 
Leggi i commenti (23)

Per quanto riguarda il caso specifico, è vero che «l'imputata non ha creato un account attribuendosi falsamente le generalità di un altro soggetto» ma «ha inserito in una chat di incontri personali i dati identificativi» dell'ex datrice di lavoro «a insaputa di quest'ultima».

Per cui - concludono i giudici - si ha comunque il reato di sostituzione di persona, che avviene «anche quando si attribuisce ad altri un falso nome o un falso stato ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, dovendosi intendere per 'nome' non solo il nome di battesimo ma anche tutti i contrassegni di identità».

E tra i «contrassegni di identità» vi sono anche - citati esplicitamente dalla Cassazione - i «nickname (soprannomi) utilizzati nelle comunicazioni via internet che attribuiscono una identità sicuramente virtuale, in quanto destinata a valere nello spazio telematico del web, la quale tuttavia non per questo è priva di una dimensione concreta, non essendo revocabile in dubbio che proprio attraverso di essi possono avvenire comunicazioni in rete idonee a produrre effetti reali nella sfera giuridica altrui, cioè di coloro ai quali il 'nickname' è attribuito».

Ciò significa che chiunque utilizzi un nickname che possa essere ricondotto senza dubbio a una persona fisica può rischiare di vedersi piovere sul capo una denuncia per sostituzione di persona: il nickname, infatti, «ha lo stesso valore di uno pseudonimo ovvero di un nome di fantasia, la cui attribuzione, a sé o ad altri, integra pacificamente il delitto di cui all'articolo 494 c.p.».

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 10)


Mi sembra abbastanza chiaro, leggendo l'articolo, che il reato viene commesso: Quindi non il solo utilizzo del nickname di un altra persona - infatti il nickname non identifica universalmente ed univocamente un individuo - è reato, ma lo diventa quando si utilizza il nickname di un altra persona in un preciso contesto in cui il nickname... Leggi tutto
5-5-2013 15:58

Non è sbagliato. Se su un sito x c'è un altro maxxx non è un problema ma su Zn maxx sono io per esempio... credo che l'illecito è proprio come scritto su il farsi passare per un altra persona, specie al fine di arrecare danno.
4-5-2013 15:42

meglio utilizzare foto di scena riportanti attori truccati Leggi tutto
2-5-2013 11:50

Io direi che è sufficiente farsi scambiare deliberatamente per "quell'altro Giovanni" anche una volta sola.
30-4-2013 22:19

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
Chi di questi 10 non ha meritato il premio Nobel per la Pace?
Elihu Root, segretario di Stato USA, vincitore nel 1912, indagato per la repressione degli indipendentisti filippini.
Aristide Briand, politico francese, vincitore nel 1926, nonostante molti sostengano che gli accordi da lui voluti abbiano portato la Germania a tentare la successiva espansione verso est.
Frank Kellogg, vincitore nel 1929: la sua idea per evitare le guerre fu sconfessata di lì a breve dalla politica tedesca.
Carl von Ossietzky, giornalista tedesco, vincitore nel 1935 per aver rivelato la politica tedesca di riarmo in violazione dei trattati. Meritava il premio, ma la tempistica fu pessima: venne deportato in un campo di concentramento.
Nessuno: nel 1948 il premio non venne assegnato. Sarebbe potuto andare a Mohandas Ghandi, ma era stato assassinato e il Comitato non permise che il premio fosse assegnato alla memoria.
Henry Kissinger e Le Duc Tho, vincitori nel 1973 per aver negoziato il ritiro delle truppe USA dal Vietnam. Il primo però approvò il bombardamento contro la Cambogia; il secondo rifiutò il premio.
Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzakh Rabin, vincitori nel 1994, sebbene gli accordi di Oslo abbiano avuto effetti molto brevi.
Kofi Annan e le Nazioni Unite, vincitori nel 2001, investigato nel 2004 per il coinvolgimento del figlio in un caso di pagamenti illegali nel programma Oil for Food.
Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

Mostra i risultati (2133 voti)
Maggio 2026
Crisi della RAM, in vendita DDR 5 false con i chip in fibra di vetro
Windows 11 accelera davvero
Password in chiaro nella memoria di Edge
Google Chrome scarica un modello AI da 4 GB senza avvisare gli utenti
Windows 11, il CEO Nadella ammette gli errori
Disastro PocketOS: l'agente IA cancella database e backup in pochi secondi senza supervisione
Aprile 2026
Telemarketing, arrivano i numeri brevi: identificheranno i servizi legittimi
Windows 11 cambia rotta: Microsoft ricostruisce il sistema attorno alle richieste degli utenti
Firefox 150, scovate 271 vulnerabilità con l'IA
IPv6 supera IPv4 per un giorno
Verifica dell'età, l'app UE si buca in meno di due minuti
Alexa+ debutta in Italia: conversa, agisce e si integra nella smart home
Verbatim e I-O Data puntano sul Blu-ray: rinasce un mercato dato per morto
La Francia abbandona Windows
Router TP-Link compromessi in tutto il mondo: così gli hacker russi sottraggono le credenziali
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 14 maggio


web metrics