TripAdvisor, mezzo milione di multa dall'Antitrust italiana

Troppe recensioni fasulle sarebbero pubblicizzate come genuine.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-12-2014]

antitrust multa tripadvisor

«Diffusione di informazioni ingannevoli sulle fonti delle recensioni».

È questa la motivazione con cui l'Agcm (l'organismo antitrust italiano) ha comminato una multa da 500.000 euro a TripAdvisor, il popolare sito di viaggi che offre la possibilità agli utenti di recensire gli esercizi che visitano.

Il problema, stando a quanto ha rilevato l'Antitrust, è che TripAdvisor si pubblicizza come un sito in cui le recensioni sono tutte genuine, scritte da utenti che hanno provato il servizio e quindi sanno di che cosa parlano avendolo sperimentato di persona; le cose, però, starebbero diversamente.

L'Autorità ritiene infatti che il sito permetta di creare facilmente, e senza troppi controlli, profili fasulli: in tal modo i vari gestori di alberghi, ristoranti e via di seguito potrebbero scrivere recensioni entusiastiche della propria attività e screditare completamente i concorrenti, facendosi però passare per comuni utenti.

Stando così le cose, i veri utenti di TripAdvisor finirebbero con l'essere presi in giro dal sito, che per l'Agcm afferma di essere affidabile mentre in realtà non lo è: ci sarebbe quindi spazio per parlare di pratiche commerciali scorrette.

TripAdvisor, per l'Autorità, è quindi colpevole perché «adotta strumenti e procedure di controllo inadeguati a contrastare il fenomeno delle false recensioni. In particolare, TripAdvisor pubblicizza la propria attività mediante claim commerciali che, in maniera particolarmente assertiva, enfatizzano il carattere autentico e genuino delle recensioni, inducendo così i consumatori a ritenere che le informazioni siano sempre attendibili in quanto espressione di reali esperienze turistiche».

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Non è giusto che un'opinione scritta su Internet sia considerata pari a un articolo su un giornale. Bisogna rivedere al più presto le leggi sulla difesa dell'onore e sulla diffamazione.
E' giusto che anche sui forum o su Facebook o sui siti di recensioni si applichino le leggi relative alla diffamazione. Un'opinione negativa può rovinare la reputazione di un locale.
Gli utenti devono poter esprimere con la massima libertà la propria opinione su ristoranti, alberghi, ma anche prodotti o servizi acquistati. Un'opinione negativa non dovrebbe essere considerata diffamazione.
Trovo che oggi più che mai sia necessario prestare la massima attenzione a quello che si scrive online.
Le recensioni su Internet sono in gran parte inaffidabili: quelle positive sono scritte dai proprietari, quelle negative dalla concorrenza. In ogni caso l'opinione dei pochi singoli onesti non è significativa.
Vorrei dire la mia sul forum di Zeus News ma temo che prima dovrei procurarmi un buon avvocato, non si sa mai.

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Tutto ciò costituisce una violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, «risultando idonee a indurre in errore una vasta platea di consumatori in ordine alla natura e alle caratteristiche principali del prodotto e ad alterarne il comportamento economico».

TripAdvisor ha ora 90 giorni di tempo per far sapere all'Antitrust come hanno intenzione di rimediare a questa situazione, e 30 giorni per pagare la sanzione da mezzo milione.

Nel frattempo, il sito ha risposto con un comunicato stampa in cui definisce «non ragionevole» il provvedimento dell'Autorità, annunciando il ricorso in appello.

«La politica di tolleranza zero dell'Antitrust significa che ci avrebbero condannato anche se solo una recensione su un milione fosse stata considerata non accurata» scrive TripAdvisor. «È stato adottato uno standard che non è realistico per nessuno modello di business. Si dovrebbe giungere alle stesse conclusioni contro una banca che utilizza la parola "sicuro" o "protetto" perché 1 cliente su 200 milioni ha subito un tentativo di frode sulla sua carta di credito. O contro una società di sicurezza di internet che utilizza termini simili perché lo 0.0000005% dei suoi clienti ha preso un virus sul suo computer»

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 14)

Finalmente qualcuno si è svegliato dopo anni di silenzi e ha sanzionato TRIPADVISOR che è il cancro del mercato turistico! Per chi non sa o fa finta di non sapere : 1) Tripadvisor è stata proprietà di EXPEDIA fino a tutto il 2011 e tutt'ora ha legami molto stretti ( è sufficiente fare una analisi ex art 2359cc ) 2) Tripadvisor vende ed... Leggi tutto
11-2-2015 11:01

{ken}
Apri un browser e fai una ricerca. C'e' gente che vende asciugamani agli alberghi, e come incentivo offre 10 recensioni positive su trip advisor. Conosco personalmente albergatori che hanno ricevuto questa simpatica proposta. Il 2,6 per cento e' una stima estremamente al ribasso. Se poi ti fa piacere credere che le recensioni siano... Leggi tutto
2-1-2015 03:34

Secondo me TA è uno strumento, e come tale deve essere considerato. Se venisse considerato come un'istituzione (ovvero chiunque legga un commento, si debba fidare ciecamente), l'antitrust avrebbe ragione. Se considerato come strumento, è come dire che le auto sono da vietare perché causano incidenti. Basta un po' di intelligenza (e... Leggi tutto
28-12-2014 18:57

Interessante il parere di un esperto di youporn, ma totalmente fuori dalla realtà. TA è attendibile, in Italia come altrove, e certamente più serio delle tante pubblicazioni di pagatissimi nomi noti che assegnano stelle, cappellini, usignoli o rospi al miglior offerente, ed ha il grande vantaggio dell'aggiornamento in tempo reale e del... Leggi tutto
27-12-2014 22:35

{paolo}
Il problema sta nel proporsi come certificatori della qualità, attraverso le recensioni dei clienti, senza che si sia stabilito in anticipo quali siano i criteri di misura e quali le virtù per certificare. L'opacità deriva dal ruolo di Tripadvisor. Chi è costui ? Qual è il suo grado di autonomia ? Quali i legami espliciti o impliciti con... Leggi tutto
27-12-2014 17:06

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