1960, l'intreccio oscuro tra telefoni e servizi segreti

Nella Roma dell'Olimpiade intercettazioni telefoniche, carabinieri e servizi segreti. Tutto estremamente verosimile e attuale.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 24-03-2015]

1960 leonardo colombati

1960 di Leonardo Colombati, edito da Mondadori, è un romanzo storico: non lo si potrebbe definire diversamente.

È un romanzo perché tanto di quanto racconta è fiction, ricostruzione fantasiosa di vicende sentimentali, politiche, dialoghi e personaggi inventati; ma tantissimo è storia vera, realmente accaduta, soltanto 50 anni fa.

La storia è ambientata nel 1960, l'anno dell'Olimpiade di Roma, organizzata da Giulio Andreotti, in una Roma alla fine degli anni del miracolo economico e della "dolce vita", con i suoi protagonisti della vita letteraria e cinematografica, da Calvino a Fellini, da Moravia a Flaiano, da Pasolini a John Fante, americano a Roma; una Roma con le sue trattorie, i suoi tramonti, i suoi popolani.

È la storia vera di un patetico e fallito tentativo di golpe ideato da militari nostalgici per instaurare in Italia una repubblica presidenziale - ma strumentalizzato dal generale De Lorenzo, capo dei servizi segreti militari (il Sifar) e in seguito dell'Arma dei Carabinieri - con le sue centinaia di migliaia di dossier e faldoni, con pedinamenti e, soprattutto, intercettazioni telefoniche su preti, monsignori, politici, industriali, sindacalisti, oppositori e governanti per ricattare, minacciare, screditare, governare.

Tutto vero e sempre molto attuale, finanche ai nostri tempi, segnati dalle vicende di Tavaroli, Pompa e del generale Pollari (della Guardia di Finanza, però, e non dei Carabinieri).

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Nell'opera di Colombati tutto viene riletto attraverso la figura del colonnello Agostino Savio, personaggio immaginario attorniato da personaggi veri dell'Arma e dei servizi, come il generale Giovanni Allavena o il colonnello Renzo Rocca (che in seguito si suicidò).

Savio, dopo essere passato dai servizi segreti alla sicurezza della Fiat, viene infiltrato addirittura come dirigente nella Teti, la società telefonica del Lazio, perfettamente ricostruita con le sue telefoniste, i suoi giuntisti, i suoi guardafili, e poi il dopolavoro, la stampa aziendale, i dirigenti.

Ed è tutto vero: allora il Sifar, per fare prima nelle intercettazioni telefoniche, aveva addirittura infiltrato nella Teti, antesignana di Sip e Telecom Italia, propri uomini e carabinieri, ufficiali e sottufficiali.

Quella di Colombati è una ricostruzione appassionante e verosimile, dipinta coi colori di un'epoca in cui la modernità tecnologica cominciava a farsi pervasiva nella vita di ognuno.

L'intreccio servizi segreti-politica-società telefoniche è ben documentato e credibile ed è anche ormai, appunto, storia del nostro Paese; ugualmente attuale è lo sfondo di scandali che vedono coinvolte Forze Armate, palazzinari e imprenditori edili di grandi opere, oggi come ieri.

È un romanzo, quello di Colombati, utile a farci capire tanto del nostro recente passato e del nostro inquietante presente.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (4)

Dopotutto, alla fine il sogno di Gelli lo ha fatto avverare quel piduista mancato che sta al governo. Mo' beccatevi le prossime pantaintercettazioni legalizzate a prescindere, con i malavitosi di ogni cultura, nazione, religione e parallelo a fregarsi le mani dalla gioia.
26-3-2015 12:29

{malgryvance}
ottima segnalazione: corro a comprarlo
25-3-2015 10:22

{Carlo}
A 64 anni ho (da un bel po') tutto spaventosamente chiaro.
25-3-2015 08:22

Il futuro si suggerisce di non provare a pensarlo, onde evitare impulsi suicidi. :D Leggi tutto
25-3-2015 00:17

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