FBI: Non fidatevi ciecamente dei siti che usano HTTPS



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 16-06-2019]

fbi https

Il protocollo HTTPS - che, rispetto a HTTP, cripta le comunicazioni tra server e client - esiste da tempo, ma nell'ultimo anno è diventato particolarmente noto.

Dal 2018, infatti, Google ha deciso che il proprio browser Chrome debba indicare come «non sicuri» tutti i siti che non ne fanno uso, mostrando invece un tranquillizzante lucchetto per quanti lo supportano.

Chi conosce il web sa che, sebbene la crittografia applicata alle comunicazioni sia in generale un bene, non sempre è necessario che i siti supportino HTTPS: per esempio, un sito che non richieda alcuna interazione con l'utente, che non comporti scambio di dati con il visitatore (salvo ovviamente la visualizzazione di quanto costituisce il contenuto del sito stesso), allora può senza colpa utilizzare il semplice HTTP.

Di contro, è evidentemente fondamentale che laddove ci sia uno scambio di dati (come nome utente e password, ma ancora più dove si inseriscono informazioni sensibili come il numero della carta di credito) HTTPS sia implementato, per evitare che malintenzionati intercettino le comunicazioni che altrimenti viaggerebbero in chiaro.

Chi non è troppo addentro ai meccanismi del web, però, non coglie questa differenza: per lo più, il "navigatore medio" ha iniziato ad associare la presenza di HTTPS (e quindi del lucchetto nella barra degli indirizzi, come ormai fanno praticamente tutti i browser) non al semplice fatto che i dati sono trasmessi in maniera criptata, ma all'idea che il sito sia completamente sicuro e affidabile.

Tale eccesso di fiducia sta diventando un problema, al punto che l'FBI s'è sentito in dovere di diramare un avviso per ricordare che la presenza di HTTPS non è automaticamente sinonimo di "sito affidabile".

I criminali informatici sono infatti stati svelti nel cercare di capitalizzare questa imprecisa ma diffusa sensazione e, con poca o nessuna spesa, hanno messo in piedi svariati siti-truffa che però infondono fiducia negli utenti più sprovveduti in quanto "garantiti" dalla presenza del famoso lucchetto.

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«Gli autori degli attacchi di phishing» - spiega l'FBI - «stanno sempre più di frequente incorporando certificati - una verifica di terze parti della sicurezza del sito - quando inviano email alle loro vittime potenziali, imitando aziende degne di fiducia o contatti email».

Siamo insomma arrivati al punto in cui è importante ricordare a tutti di non fidarsi ciecamente di nessun sito sconosciuto, nonostante questo sia accessibile in HTTPS e la sua sicurezza (ossia il fatto che usa la crittografia) sia garantita da un certificato: ciò significa solo che la comunicazione col sito è sicura, ma non che ciò che i gestori del sito faranno con le informazioni immesse dagli utenti sia a prova di truffa o raggiro.

L'FBI sottolinea inoltre come tutte le solite raccomandazioni siano ancora valide: per esempio, è sempre bene verificare che l'indirizzo del sito che si sita visitando (e che magari è arrivato via email) sia scritto correttamente, e in generale non fidarsi dei link arrivati nella posta elettronica, che spesso sono offuscati in maniera tale da ingannare i meno attenti.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 7)

Eh... purtroppo siamo ancora in pochi a pensarla cosi... :incupito:
26-9-2020 14:11

Bravissimo! Pensavo fossi l'unico che sostenessi questo utopico raggionamento. Leggi tutto
6-9-2020 09:52

Apposta 14 anni fa ho deciso di smettere di fare l'istruttore di guida, fatica sprecata e per lo stesso motivo non faccio più assistenza su sistemi windows. Leggi tutto
20-7-2019 13:53

Se si clicca sul lucchetto o sulla scritta Non sicuro è chiaramente spiegato il significato di ogni simbologia, il problema è che la maggior parte delle persone non sa e, peggio ancora, non gli interessa saper un minimo di come funziona almeno il browser che sta utilizzando per navigare con ovvie conseguenze. Forse bisognerà arrivare a... Leggi tutto
20-6-2019 19:22

Chrome oggi è l'equivalente di I.E. 6: DA EVITARE! Leggi tutto
17-6-2019 23:31

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Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzakh Rabin, vincitori nel 1994, sebbene gli accordi di Oslo abbiano avuto effetti molto brevi.
Kofi Annan e le Nazioni Unite, vincitori nel 2001, investigato nel 2004 per il coinvolgimento del figlio in un caso di pagamenti illegali nel programma Oil for Food.
Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

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