Hai una videocamera Nest usata? Forse il precedente proprietario ti sta già spiando



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-06-2019]

nestcam indoor usata spia remoto

Se ci si mette in casa un dispositivo connesso in Rete e accessibile da remoto, bisogna tenere in conto la pur minima possibilità che la propria riservatezza ne risenta.

Se poi il dispositivo in questione è un Nest (azienda di proprietà di Google), gli eventi degli ultimi anni fanno pensare che, dal punto di vista della privacy, ci sia più di qualcosa da rivedere.

Nel 2017 emerse che violare le videocamere di sorveglianza era tutt'altro che difficile; poi, lo scorso febbraio, si scoprì che Google s'era dimenticata di avvisare gli utenti della presenza di un microfono nascosto all'interno di Nest Secure.

Oggi Google ammette che acquistare una videocamera Nest di seconda mano non è proprio un'idea brillante, a meno che non si abbia la vocazione dell'esibizionista.

Come ha scoperto e segnalato Wirecutter, quando si acquista una telecamera usata Nest Cam Indoor, in certi casi il proprietario precedente può ancora ricevere le immagini, anche se prima di venderla ha effettuato un ripristino alle impostazioni di fabbrica.

Non si tratta soltanto di un rischio teorico: un membro del Wink Users Group, dopo aver venduto una Nest Cam Indoor, s'è accorto di riuscire ad accedere ancora alla videocamera, che naturalmente gli rimandava le immagini dell'abitazione del nuovo proprietario.

Google, come dicevamo, ha ammesso l'esistenza del problema, di cui non era a conoscenza.

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Ha spiegato che si verifica quando le videocamere «sono connesse a servizi di terze parti attraverso la funzionalità Work with Nest».

Un aggiornamento che dovrebbe sistemare per sempre la questione è già stato rilasciato; pertanto, se usate prodotti Nest (specialmente se li avete acquistati usati), verificate di aver installato l'ultima versione del firmware.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (5)

Concordo con @jack.mauro ed aggiungo anche che quando le complessità legate alle connessioni internet le occasioni di errore e, soprattutto, prima dell'ioT la possibilità che questi errori venissero scoperti o determinassero danni rilevanti erano assai inferiori.
28-6-2019 19:00

Purtroppo internet (nel senso di connettività) è la causa di questa inversione. Prima dell'"always online", correggere un bug in un prodotto venduto era difficile e costoso sia per l'azienda che per il cliente, ed era un grosso danno d'immagine: era meglio rinviare la vendita ma avere un prodotto perfetto. Oggi invece... Leggi tutto
25-6-2019 14:22

{utente anonimo}
Ma se non testano nemmeno piu gli aerei, figuriamoci...
25-6-2019 00:04

{mumble}
Concordo con colemar. Non so, ho come l'impressione che Google (e probabilmente anche gli altri allegri compagni) facciano apposta certe cose, per poi dire che si tratta di qualcosa di cui non erano al corrente, che hanno "dimenticato" di dire, o che hanno impiegato mesi per correggere (vedi falle di Chrome). Perché... Leggi tutto
24-6-2019 16:09

Demenziale. Putroppo la fase di test non va di pari passo con l'aumento del mercato. Una volta un prodotto era rivoltato da capo a fondo prima di essere messo in commercio. Oggi il test fatto come si deve costerebbe troppo, e poi prevale il marketing.
24-6-2019 11:16

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Aristide Briand, politico francese, vincitore nel 1926, nonostante molti sostengano che gli accordi da lui voluti abbiano portato la Germania a tentare la successiva espansione verso est.
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Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzakh Rabin, vincitori nel 1994, sebbene gli accordi di Oslo abbiano avuto effetti molto brevi.
Kofi Annan e le Nazioni Unite, vincitori nel 2001, investigato nel 2004 per il coinvolgimento del figlio in un caso di pagamenti illegali nel programma Oil for Food.
Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

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