OpenAI pensa alla privacy dei suoi utenti, ma ci sono delle limitazioni.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-10-2026]

OpenAI ha avviato la distribuzione di una nuova funzione per ChatGPT che consente di proteggere le conversazioni private dietro un PIN a quattro cifre o l'autenticazione biometrica del dispositivo. La funzionalità è in distribuzione graduale e riguarda quasi tutte le tipologie di account, compresi quelli gratuiti, professionali ed Enterprise, sia su desktop sia nelle applicazioni per iOS e Android. Restano esclusi gli account dedicati al settore sanitario. Una volta attivata la protezione, la conversazione viene spostata in una sezione separata denominata «Chat bloccate» e scompare sia dalla cronologia ordinaria sia dalla ricerca interna.
L'attivazione avviene direttamente dal menu associato a una conversazione. Alla prima configurazione, l'utente deve scegliere un PIN composto da quattro cifre e confermarla. Da quel momento in avanti sarà possibile proteggere singole chat oppure avviare nuove conversazioni direttamente nell'area riservata. Sui dispositivi mobili il sistema può sfruttare i meccanismi biometrici già integrati nel sistema operativo, come Face ID o Touch ID su iPhone e i metodi equivalenti disponibili su Android. In alternativa resta possibile utilizzare il normale metodo di sblocco del dispositivo. OpenAI ha previsto inoltre una gestione automatica delle sessioni. Nel browser l'accesso ai contenuti protetti viene chiuso quando la scheda viene ricaricata o il sito viene chiuso. Sugli smartphone e sui tablet, invece, la sezione riservata si blocca automaticamente dopo un minuto trascorso in background. Gli utenti possono comunque chiudere manualmente l'accesso in qualsiasi momento.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la memoria del modello. Le chat bloccate dispongono di uno spazio di memoria separato rispetto alle normali conversazioni. Le informazioni inserite all'interno di questi dialoghi non vengono trasferite nella memoria generale dell'assistente e non dovrebbero quindi riemergere durante successive conversazioni ordinarie. Le chat protette condividono però una memoria dedicata tra loro, mentre possono comunque utilizzare informazioni già presenti nella memoria standard dell'utente. Anche i file caricati all'interno di una conversazione protetta restano confinati nell'area riservata. Tuttavia la nuova funzione non modifica il modo in cui OpenAI conserva i dati sui propri server. La società precisa infatti che il sistema non introduce una cifratura end-to-end e non cambia le politiche di conservazione delle informazioni. Inoltre non altera le impostazioni relative all'utilizzo dei contenuti per l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.
La distinzione è importante perché la protezione introdotta da OpenAI è principalmente destinata a impedire che altre persone possano leggere facilmente conversazioni riservate sul dispositivo dell'utente. Non si tratta invece di un meccanismo che renda i contenuti inaccessibili alla piattaforma stessa o che introduca nuovi livelli di cifratura dei dati archiviati. È bene inoltre ricordare che la gestione del PIN presenta una limitazione significativa: se l'utente dimentica il codice, il ripristino comporta l'eliminazione permanente di tutte le chat bloccate, dei file caricati al loro interno e delle informazioni memorizzate nella memoria separata associata a tali conversazioni. OpenAI specifica che questi contenuti non possono essere recuperati nemmeno tramite il supporto tecnico.
Non tutte le tipologie di conversazione possono essere protette. Restano escluse le chat temporanee, le conversazioni di gruppo e quelle archiviate. Inoltre le conversazioni bloccate non possono essere condivise, archiviate o fissate tra quelle preferite. Anche alcune funzionalità avanzate presentano limitazioni: il modulo vocale continua a funzionare su dispositivi mobili, mentre sul desktop non è disponibile all'interno dell'area protetta. Nemmeno le sessioni di programmazione basate su Codex risultano compatibili con la nuova funzione.
Un altro dettaglio riguarda i collegamenti condivisi. Se una conversazione era già stata resa pubblica tramite un link prima del blocco, la protezione non elimina automaticamente quel collegamento. Chi possiede l'indirizzo potrà continuare a visualizzare i contenuti precedentemente condivisi. Per interrompere completamente l'accesso sarà necessario eliminare separatamente il link pubblico. La funzione mantiene inoltre la compatibilità con gli strumenti di conformità aziendale. Negli abbonamenti Enterprise ed Edu, i messaggi delle chat bloccate continuano a essere registrati nei sistemi di audit e possono restare accessibili agli strumenti autorizzati dall'organizzazione in accordo con le politiche interne. Gli amministratori, tuttavia, non possono reimpostare la PIN degli utenti né sbloccare direttamente le conversazioni protette.
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