Siamo dappertutto

La storia di Indymedia e dieci anni di storia del movimento No Global nel mondo raccontati in un libro appassionante.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-01-2005]

"Siamo dappertutto. L'inarrestabile ascesa dei new global" è un libro che non passa inosservato in libreria, soprattutto per l'insolito formato a mò di mattone. Non a caso Luther Blisset(noto collettivo letterario) ha detto del libro: "Non è un libro, è un mattone da scagliare contro il cinismo" mentre "The Independent ha detto: Per chi ha cuore il futuro del mondo è un libro indispensabile. E pesa abbastanza per tirarlo addosso a quelli che se fregano"

Il libro, che ha la prefazione di Naomi Klein ed è edito da Marco Tropea Editore, è stato curato dal collettivo WeAreEverywhere.org, raccoglie 55 storie del movimento No Global raccontate dagli stessi protagonisti, con 150 fotografie che documentano ben 10 anni del movimento di protesta anti-Globalizzazione.

Il libro inizia con la rivolta zapatista perché si dice nell'introduzione: riteniamo che la loro insurrezione del 1° gennaio 1994 abbia inaugurato una nuova epoca per i movimenti di resistenza e abbiamo ritenuto di finire, chiudendo il cerchio, con la loro rioccupazione di San Cristobal de las Casas, avvenuta il 1° gennaio 2003.

In mezzo ci sono molto storie No Global, acune poco conosciute o scpnosciute, alcune divertenti come le donne che vanno incontro in tenuta supersexy alla polizia che è l'esperienza di "Tactical Frivolity" a Londra oppure del gruppo "Torte armate" che colpisce a torte in faccia i rappresentanti del mondo degli affari come il direttore della Banca Mondiale o Renato Ruggiero, quando era direttore dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.

C'è la storia di "Culture jamming" , le guerriglie mediatiche che hanno portato a modificare il dispostivo vocale di centinaia di Barbie e G.I. Joe in commercio negli Usa, facendo dire a Barbie : "I morti non mentono" e al soldato Joe: "Vuoi andare a fare shopping?".

Ci sono, ovviamente, storie più dure e spesso segnate dalla violenza della repressione come quelle del G8 a Genova nel 2001.

C'è poi la storia di Indymedia raccontanta dai suoi protagonisti nelle varie realtà nazionali.La testimonianza di Indymedia Palestina che è stata critica ed alternativa anche verso la burocrazia delle organizzazioni palestinesi tradizionali. La testimonianza degli attivistidi Indymedia Nigeria che rischiano di essere uccisi per ordine dello stesso governo. di realtà come Indymedia Giacarta, che operano in un luogo dove accedere ad Internet è costoso e difficile, di Indymedia Ecuador in un Paese dove i media sono tutti nelle mani di pochissimi.Infine l'intervista rilasciata, nell'ottobre del 2000, da uno dei fondatori di Indymedia, Jeff Perlstein sulle origini di Indymedia strettamente legate alla prima grande manifestazione di Seattle che vide per la prima volta migliaia di mediattivisti spontaneamente documentare tutto con fotocamere e videocamere digitali e la nascita dell'Indipendent Media Center per mettere on line, senza filtri, in tempo reale quanto stava accadendo nei giorni del Contro-G8, che i media ufficiali censuravano e travisavano.Il capitolo dedicato d Indymedia si chiude con la testimonianza dei militanti di Indymedia Argentina poetica e romantica e, perciò, capace di rendere bene l'utopia di questa nuova frontiera dell'informazione indipendente.

Scheda Libro: Titolo: Siamo dappertutto

Sottotitolo: L'inarrestabile ascesa dei New Global

Autore: a cura di Notes from Nowhere

Editore: Marco Tropea

Prezo: 19,50 Euro

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Pier Luigi Tolardo

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