PSP contro DS

Il mondo delle console portatili è oggi sotto i riflettori per la competizione tra PlayStation Portable e Nintendo DS: si tratta davvero di due prodotti in concorrenza diretta?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-01-2006]

PlayStation Portable

La Nintendo ha goduto fino a ora di un regime di quasi monopolio nel settore delle console da gioco portatili. Dai Game & Watch (ribattezzati in Italia "Scacciapensieri") introdotti nel 1980, a proseguire con il campione di vendite Game Boy, questa ditta è stata infatti capace di tagliare fuori dal mercato qualunque concorrente.

Se qualcuno pensa che i prodotti Sony (PS One, PS 2) siano i più venduti, basti dire che delle tre incarnazioni del Game Boy (classico, Pocket e Light) sono state vendute oltre 120 milioni di console, nel corso della sua vita ultra decennale. Per non parlare delle oltre 25 milioni di unità vendute dal solo Game Boy Advance in poco più di un anno dal lancio.

I tempi d'oro della Nintendo sembrerebbero però giunti a una conclusione: da un lato avanzano i cellulari di ultima generazione (già a partire dal Nokia N-Gage hanno mostrato di poter essere anche dei validi strumenti di divertimento, cominciando a presentare giochi degni di questo nome); sull'altro fronte, è sceso in campo il colosso Sony con la sua PSP.

Lo scontro di Natale vede quindi da un lato schierata la PlayStation Portable e dall'altro il Nintendo DS. Questi due prodotti condividono indubbiamente il medesimo segmento di mercato: chi volesse regalarsi una console portatile da gioco valutando DS e PSP ne sceglierà infatti quasi certamente una sola. Ma mirano davvero allo stesso pubblico? Questa competizione è davvero così reale come potrebbe apparire?

In realtà le caratteristiche di queste due console non potrebbero fornire esperienze di gioco più distanti, come diversa è la filosofia alle spalle di ciascuna di esse.

La Nintendo, mettendo a frutto la consolidata esperienza nel settore, ha infatti deciso con questo prodotto di spingersi oltre sulla strada dell'interazione tra giocatore e console. Tutto ciò si realizza grazie ai tre grandi punti di forza del Nintendo DS: il doppio schermo, il touch screen e il microfono. Queste sostanziali innovazioni permettono di dare maggiore spessore a ogni partita: la console da strumento per giocare diventa uno strumento con cui giocare.

A tale proposito citiamo a titolo d'esempio "Another Code: Two Memories", una classica avventura grafica, dove può capitare di rimanere bloccati davanti ad alcuni enigmi che non possono essere risolti se si rimane ancorati a un approccio di gioco classico. Sono enigmi che si superano solo smettendo di guardare unicamente lo schermo e cominciando a considerare la console nell'interezza delle sue caratteristiche e delle possibilità che può offrire.

Un altro elemento da non sottovalutare è che già il giorno della sua uscita (fine 2004) il Nintendo DS disponeva, grazie alla retrocompatibilità, di un parco titoli che contava centinaia (oggi migliaia) di giochi per il Game Boy Advance.

Lo sfidante Sony ha invece deciso di muoversi su un terreno molto diverso: con un discorso di continuità relativamente alle strategie seguite per la sua console casalinga, ha deciso di puntare sulla potenza. Il tutto si esalta nell'esperienza visiva che solo uno schermo 16:9 da 4,3 pollici può dare.

Tali caratteristiche rendono inoltre possibili funzioni che portano la PSP oltre la semplice console di gioco: la navigazione in Internet attraverso Wi-Fi, la visione di immagini e film, l'ascolto di musica. Tutto ciò grazie all'ampia capacità dei dischi UMD (un nuovo standard introdotto da Sony), allo slot per Memory Stick PRO Duo e alla porta USB. In definitiva la Sony non si è limitata a puntare al mercato dei giocatori, mettendo in commercio una piattaforma multimediale dalle ampie possibilità.

Un altro aspetto in cui si evidenzia la differente concezione di console alla base dei due prodotti sta nell'aspetto. La Nintendo, guidata dai pilastri dell'interattività, della giocabilità e dell'usabilità, ha creato per il DS una mise che, pur non potendo definirsi particolarmente accattivante, fa della robustezza e della praticità di utilizzo e trasporto i suoi punti di forza.

La Sony, per la quale le parole d'ordine sono potenza, stile e multimedialità, ha invece puntato su qualcosa che fosse bello da guardare e da mostrare, ma non da utilizzare (bastano pochi minuti per riempire di ditate la sua superficie lucida e alcuni tasti sono difficili da raggiungere durante il gioco) e da trasportare (dà la sensazione di essere un prodotto fragile ed è sconsigliabile portarlo in giro senza l'ausilio di una custodia rigida).

E' prematuro fare un bilancio; ci sono però alcune cose che è possibile affermare con certezza:

1. La PSP, in virtù delle sue caratteristiche e più ancora del colosso industriale che ha alle spalle, non sarà una meteora come chi l'ha preceduta.

2. La Nintendo vedrà certamente ridimensionarsi la sua quota di mercato, ma rimarrà ancora prima attrice nel settore delle console portatili (anche grazie al lancio del nuovo Game Boy Micro). A tale proposito ricordiamo i dati diffusi da Media Create e relativi al mercato giapponese: nella settimana tra il 12 e il 18 Dicembre il solo Nintendo DS si sarebbe aggiudicato una quota di mercato del 65.89%, contro il "modesto" 15,42% della PSP. Se questi dati sembrano strabilianti, basta aggiungere che si riferiscono all'intero mercato delle console (quindi includendo anche PS2, Xbox 360 e GC); occorre comunque precisare che il mercato giapponese ha sempre mostrato grande predilezione per le console portatili.

3. Una cosa che il mondo delle console casalinghe ci ha insegnato è che dove c'è posto per due, c'è posto anche per tre. Non ci sarebbe quindi nulla da stupirsi se la prossima generazione delle console portatili dovesse vedere una competizione tra Nintendo, Sony e Microsoft.

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