Il caso Atesia continua a dividere la sinistra

Le polemiche dei Cobas contro il Ministro Damiano sul caso Atesia dividono il fonte-antiprecarietà che manifesterà il 4 Novembre.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-10-2006]

Sciopero

I call center, in particolare la vicenda Atesia, hanno richiamato l'attenzione di opinione pubblica, partiti, sindacati e governo sul problema della precarietà del lavoro giovanile e sulla necessità di porvi limite. Ma rischiano anche di dividere duramente il fronte antiprecarietà.

Il 4 Novembre a Roma, infatti, è prevista una grande manifestazione nazionale promossa da un vasto fronte di forze politiche e sociali per chiedere l'abolizione della legge 30, detta anche "legge Biagi", sul mercato del lavoro, o almeno una sua profonda riforma: non quella superficiale che il Ministro del Lavoro Cesare Damiano vorrebbe mettere in atto.

Alla manifestazione aderiscono oltre a Rifondazione, Pdci, Cobas e Flmu, la Fiom-Cgil, cioè l'organizzazione di categoria più importante della Cgil, la sinistra della stessa Cgil, categorie come i lavoratori della ricerca della Cgil stessa e altre.

La corrente di sinistra della Cgil, oltre ad aderire alla manifestazione, chiede alla Cgil di ritirare la firma apposta, insieme a Cisl e Uil, al cosidetto "avviso comune" sul lavoro nei Call Center.

Si tratta di un accordo in cui imprenditori e sindacati accettano la cosidetta "circolare Damiano" che stabilisce che il lavoro cosidetto "outbound" nei call center (cioè chiamare gli utenti per proposte commerciali) sia lavoro autonomo come quello "a progetto", mentre il lavoro "inbound", cioè il ricevere le chiamate, sia invece lavoro subordinato.

Per la sinistra Cgil questo accordo è un passo indietro rispetto ai risultati dell' ispezione ad Atesia condotta dall'Ispettorato del Lavoro che obbliga Atesia a trasformare in contratti di lavoro dipendente tutti i precari che lavorano in quell'azienda e a pagare i contributi previdenziali arretrati.

Anche i Cobas la pensano così e con un'inserzione a pagamento sul Manifesto danno appuntamento alla manifestazione del 4 Novembre dicendo che dovrà essere una manifestazione anche contro il ministro del lavoro che definiscono a titoli cubitali "amico dei padroni".

Per i Cobas, Damiano ha esagerato nell'andare incontro alle esigenze di Atesia e del suo titolare Tripi, inserendo nell'art.178 della legge Finanziaria, in approvazione al parlamento, un condono per i contributi previdenziali che Atesia avrebbe dovuto pagare.

Questo attacco dei Cobas al Ministro provoca una presa di distanza da parte degli altri soggetti organizzatori della manifestazione che accusano i Cobas di volerla strumentalizzare per finalità diverse da quelle decise insieme ma, soprattutto un invito ufficiale della Cgil a disertare la manifestazione, perché caratterizzata da estremismo e settarismo e perché è noto che il Ministro Damiano è un ex importante dirigente della Cgil.

Anche lo stesso Manifesto, con l'Unità e Liberazione, prendono le distanze dai Cobas e rifiutano di pubblicare altre inserzioni a pagamento in cui i Cobas replicano alle accuse e critiche e, ovviamente, a questo punto i Cobas gridano alla censura.

Insomma finora la vicenda Atesia e il precariato nei call center è stata fonte di gravi divisioni intestine a sindacati e sinistra e gli strascichi di queste non si fermeranno certo il 4 novembre.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (1)

{HALLOWEN}
IL DADO E' TRATTO Leggi tutto
31-10-2006 19:30

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