Internet e democrazia

Secondo un recente studio, su 40 osservati sono almeno 25 i Paesi che interdicono l'accesso a determinati siti web.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-05-2007]

censori

OpenNet Initiative è un gruppo di studio universitario che tra l'altro si è occupato di censura politica sul web. Occorre forse precisare che il riferimento alla "politica" va inteso nel senso proprio dell'accezione, cioè di gestione della cosa pubblica ovvero dei fatti di tutti organizzati da chi esercita il potere in quel momento; ma forse è un distinguo che non sembra più interessante neppure nei paesi dove vige la cosiddetta democrazia reale.

Fatto sta che le censura, per un verso o per l'altro, è messa in pratica specialmente in Cina, ma non solo; si distinguono anche l'Iran, la Siria, il Vietnam, la Tunisia e la Birmania, non necessariamente nell'ordine.

Lo studio tralascia un aspetto importante: gli effetti della repressione, di cui abbiamo solo recenti e frammentarie notizie dalla Cina. Sarebbe anche interessante uno studio sul coinvolgimento di editori e software house di gran nome e prestigio internazionale.

Se ampliamo il campo d'intervento nel sociale che poi di fatto si esprime con una ingerenza onnicomprensiva (e che invade quindi anche i fatti privati della vita oltre che l'aspetto istituzionale del vivere associato) troviamo purtroppo i paesi di religione musulmana più integralisti, come di nuovo l'Iran e la Tunisia ma anche il Sudan, lo Yemen, gli Emirati Arabi, l'Oman e l'Arabia Saudita, che vietano i siti ritenuti devianti come quelli per omosessuali, ma non solo.

Una nota di colore viene da una precisazione dei ricercatori, secondo i quali alcuni Paesi permetterebbero ai navigatori di contestare gli oscuramenti abusivi; peccato che manchi la morale della favola, cioè il risultato finale della protesta sia nei confronti del sito che dei contestatori. Infatti la semplice visita del sito è considerata reato e resterebbe arduo da spiegare il come e perché si contesta una legge non umana ma divina.

Tra le cose che fan sorridere, e sperare nel meglio prossimo venturo, è che da una semplice ricerca sul web appare il sito Naked News -ultimamente assai chiaccherato anche in casa nostra- in versioni che fanno sospettare come sia in atto non solo la sola decadenza morale del ricco occidente sionista. Che sia una versione di Radio Londra adeguata ai tempi?

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Commenti all'articolo (1)

{la verità}
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22-5-2007 11:27

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