Gli eredi di Zio Bill ci riprovano a partire dalla Francia

La Piovra di Redmond non si smentisce e, cacciata dalla porta, cerca di rientrare dalla finestra.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 03-10-2007]

polpo

In attesa del giudizio definitivo di Bruxelles, o forse perché alcuni giudici in quota francese si sono recentemente dimostrati possibilisti nella querelle che attualmente contrappone Microsoft all'Unione Europea, gli eredi di Zio Bill dopo aver strizzato un occhio ai parlamentari nostrani hanno iniziato a fare cenni e ammiccamenti anche ai cugini d'oltralpe.

Infatti Steve Ballmer in persona è volato in Francia dove - fatte le debite riverenze all'Assemblea Nazionale, cioè l'omologa della nostra Camera dei Deputati - ha chiesto di essere ascoltato dai membri di un gruppo di studio ed esperti di Internet organizzato da parlamentari di area UMP, che poi sarebbe la compagine che ha portato Sarkozy alla presidenza.

Vestendo la pelle dell'agnello, il direttore generale di Microsoft ha affermato che si sottometteranno alle disposizioni vigenti, poiché "le leggi sono fatte dai governi e non dalle multinazionali".

Scordandosi quindi di aver di recente definito Linux come un cancro, ha anche finto di non sapere che tutti i parlamentari francesi da settembre in avanti hanno postazioni e personal funzionanti sotto Ubuntu e ha ribadito che "esiste un nuovo modello economico portato avanti da persone che lavorano in sinergia per creare prodotti innovativi".

Per chi ci crede, è la promessa di lavorare in futuro esclusivamente per il bene e il progresso dell'umanità e in particolare per la dolce Francia, mentre ancora pende il ricorso avverso la sentenza di condanna e relativa irrogazione di sanzioni per abuso di posizione dominante in ambito europeo.

Per convincere tutti delle sue buone intenzioni e soprattutto di aver cambiato stile commerciale, Ballmer ha promesso il cofinanziamento di un laboratorio presso l'Istituto nazionale di ricerca Informatica e Automazione (INRIA), un partenariato con il prestigioso Istituto di studi politici dell'Exagone per costituire due cattedre di cui una, manco a dirlo, sulla "regolamentazione della proprietà intellettuale".

Il bello è che qualcuno disposto a crederci si trova sempre; nel caso specifico alcuni deputati di area socialista che hanno affermato di preferire il contatto diretto alle manovre di corridoio di Bruxelles, e di attendersi "risultati nel campo della interoperabilità e compatibilità dei sistemi, visto che Microsoft si è resa conto di non essere padrona del mondo."

Almeno per ora quelli di Redmond se la sono cavata con poco, cioè con chiacchiere e qualche promessa di cofinanziamento a istituzioni pubbliche. Insomma la copia fotostatica delle giaculatorie già sperimentate con successo dinanzi al nostro Parlamento un mesetto addietro.

E' davvero avvilente, specie per chi finge che sia cosa diversa da una svendita in liquidazione: una specie di stock di consensi al buonismo commerciale prossimamente in arrivo alla stazione di Bruxelles.

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