Open source: o con noi, o contro di noi

La campagna a discredito dell'Open Source e le recenti esternazioni dei pezzi grossi di Microsoft sulla comunistica demoniacità di Linux sarebbero state già un campanello d'allarme più che sufficiente per capire che la Guerra dei Sorgenti stava per iniziare. Ora vengo a sapere che l'ennesima mossa di Guglielmo Porte e amici, peraltro già parzialmente operativa, sarebbe quella di vietare esplicitamente l'uso congiunto di librerie proprietarie Microsoft e codice protetto da licenza GPL o affini, insomma codice Open Source. Come dire: caro sviluppatore, è ora di decidersi. O con noi o contro di noi.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 24-06-2001]

Se da una parte è vero che alla Microsoft, bisogna dargliene atto, da un po' di tempo si sono messi a fare le cose abbastanza seriamente, raccogliendo pareri finalmente positivi anche da osservatori neutrali, dall'altra è anche impensabile che questi signori, per quanto possenti, possano pensare di competere con tutto l'universo.

Una mossa simile è quantomeno azzardata, perchè taglia le gambe a una comunità ben più numerosa di quei quattro hackers linuxari (si fa per dire) che preoccupano Microsoft. Sappiamo bene che i progetti di una certa portata hanno bisogno di basarsi su codice preesistente, poichè non è più pensabile, vista la complessità che lo scrivere software ormai comporta, partire da zero tutte le volte.

Microsoft, per quanto enorme, non offre e non riuscirà mai ad offrire tutto ciò che Open Source mette a disposizione, oltretutto gratuitamente e su una base di mutua e trasparente cooperazione e progresso, agli sviluppatori di tutto il mondo.

Inoltre ci sono casi patologici in cui, è facile predirlo, la svolta proibizionista di Microsoft si rivelerà una vera catastrofe. Si pensi ad esempio a quei programmi che per loro natura devono esistere su diverse piattaforme.

Per fare un esempio a me caro, come la mettiamo con lo sviluppo dei videogiochi? Microsoft decreta la morte (sui computer che usano Windows) di motori Open Source eccezionali come Crystal Space o Genesis, indispensabili alleati per chi voglia sviluppare qualcosa che abbia a che fare con il realtime 3D e che giri su Windows, Linux, MacOs, Beos, Solaris e consolles varie senza diventare letteralmente pazzo o morire nel tentativo.

Gli sviluppatori saranno costretti a scrivere codice diverso per le diverse versioni dello stesso programma, con ovvii problemi di manutenzione, complessità etc. e quindi maggiori costi. Gli sviluppatori dovranno affrontare, ognuno per i fatti propri, gli stessi problemi che invece Open Source risolve alla radice, offrendo agli sviluppatori di collaborare tutti quanti una volta per tutte e permettendo a tutti di usare liberamente il frutto di questo lavoro collettivo.

Anche il semplice utilizzo di librerie come le Standard Template Libraries (STL), pane quotidiano dei programmatori C++, diventerà complesso e frustrante a causa dell'obbligo di usare la pessima implementazione Microsoft (Bleah! Bleah!) anzichè la ben più amata versione Open Source nota come STLPort (Yeeeeah!!).

In ultima analisi, sembra quindi che Microsoft, dopo gli utenti non esperti e più facili da raggirare con campagne pubblicitarie più vicine al millantatorio che al disinformato, cerchi di legare a sè anche gli sviluppatori, ovvero un popolo che, udite udite, ha addirittura storicamente pagato Microsoft per lavorare con lei (i tools di sviluppo Microsoft si pagano, e costano cari), anzichè il viceversa.

Microsoft cerca di convincere gli sviluppatori ad usare solo ed unicamente roba sua, ora anche a livello di sorgenti, in modo da rendere eventuali migrazioni verso altre piattaforme ed ambienti praticamente impossibili. Resta da vedere come risponderà il mondo degli sviluppatori: vincerà l'innegabile aspetto commerciale, legato a Microsoft, o la naturale tendenza degli hackers (in italiano: smanettoni o pippolatori) alla collaborazione che il movimento Open Source così cristallinamente incarna?

Io, personalmente, la mia scelta l'ho già fatta; se davvero Bill Gates verrà a citofonare a casa mia per chiedermi da che parte sto, risponderò sempre con la solita frase:

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