Perché non dobbiamo dimenticarci di Dmitry - Seconda parte

Ebbene, perché non dimenticarcene? Per almeno cinque buone ragioni.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-10-2001]

Leggi la prima parte - Perché non dobbiamo dimenticarci di Dmitry

Dmitry ha diritto alla nostra solidarietà innanzitutto perché è innocente, ma ciononostante è privato delle sue libertà e dei suoi affetti e su di lui incombe la minaccia di una pena che sarebbe irragionevolmente pesante anche in caso di colpevolezza.

In secondo luogo, perché non deve essere avallato il principio che una nazione possa pretendere all'estero il rispetto delle proprie leggi da parte dei cittadini di tutto il mondo, indipendentemente dalle normative dei Paesi in cui vivono.

Poi, perché il DMCA è una legge iniqua: spacciata (come al solito) quale baluardo a difesa della creatività e del progresso tecnologico, è invece un mero strumento di intimidazione che i grandi gruppi industriali possono indiscriminatmente usare a protezione dei propri (non sempre limpidi) interessi.

Ancora, perché stando così le cose non è affatto opportuno che lo stesso DMCA venga preso a modello per la futura "evoluzione" delle normative in tema di copyright in altri Paesi.

Infine, perché una sentenza sfavorevole a Sklyarov potrebbe di fatto sancire l'obbligo al silenzio per chiunque intenda assumere posizioni critiche nei confronti dei potentati economici. Come giustamente spiega Yuri Bettini, le conseguenze per la libertà di ricerca e di divulgazione scientifica sarebbero gravissime.

In tal caso, ciascuno di noi si troverebbe costretto a difendere da solo la propria libertà di azione e di pensiero: a rifletterci, non è una bella prospettiva.

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