Rapidshare & soci nel mirino della mafia del malware

I cyber criminali stanno sempre più utilizzando i servizi legali di file hosting come canali privilegiati di infezione.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-06-2009]

Nelle ultime settimane si è registrato un sensibile incremento di file infetti originati dai cosiddetti one-click host. Secondo quanto rilevato, i criminali stanno facendo leva su servizi legali per scaricare file più popolari come Rapidshare.

Di solito vengono creati dei link che rimandano a file infetti in forum piuttosto che su siti di social network. La maggior parte di questi offre tool completamente gratuiti.

Attraverso questo sistema i criminali riescono a by-passare i filtri basati sul concetto di "reputazione" che inseriscono i website in "white" o "black" list. I servizi di file hosting non rientrano nelle black list e quindi non vengono bloccati.

Il ventaglio di malware diffuso attraverso questo sistema è decisamente vario: ci sono backdoor, sniffer, downloader come pure diverse tipologie di Trojan e worm.

Ralf Benzmueller di G Data Security Labs ha commentato: "Non è solo Rapidhsare che è stato infettato. Anche molti altri servizi di file hosting come mediafire.com, uploaded.to e uploading.com vengono utilizzati per diffondere malware".

Prosegue Benzmueller: "Spesso questi file vengono pubblicizzati come l'ultima versione di un software piuttosto che come i tool più aggiornati o software "craccato". Il rischio è elevatissimo. Di solito gli utenti Internet non dovrebbero essere ingannati da un falso senso di sicurezza, perfino quando la fonte è un rinomato servizio di file hosting."

I motivi essenziali per distribuire malware attraverso servizi di file hosting deve essere analizzato da un duplice punto di vista, tecnico ed economico. L'upload di codici dannosi è per la maggior parte anonimo e i siti che offrono questo servizio offrono grande spazio e capacità online. Inoltre questi siti sono un modo semplice ed efficiente per distribuire malware.

Questo sistema permette di evitare il controllo operato dai filtri Url che si basano sulla gestione di "white" e "black" list e quindi sulla reputazione stessa dei siti web. Vista la loro enorme popolarità questi siti di file hosting non sono inseriti in black list.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (3)

Osservazioni :-k su cui meditare, forse non hai tutti i torti :incupito:. :ciao: Leggi tutto
26-6-2009 19:47

Ennesimo tentativo di imbavagliare lo scambio di file: prima il p2p, ora i servizi di hosting. Solo che qui gli interessi sono enormi. Basti dire che Megaupload ha sede ad Hong Kong. Quindi: tentativo di imbavagliare o un po' di fumo negli occhi?
24-6-2009 11:44

Medioevo. Leggi tutto
24-6-2009 08:45

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