Violato il database di Wired: pubblicati 2,3 milioni di record coi dati dei lettori



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-12-2025]

hacker wired
Foto di Max Bender.

Un archivio contenente oltre 2,3 milioni di record è apparso online, pubblicato da un cybercriminale che si fa chiamare "Lovely": secondo l'hacker, si tratta dei dati degli abbonati a Wired. Il file è apparso inizialmente il 20 dicembre su un forum dedicato alla compravendita di dati compromessi, dove veniva offerto in cambio di crediti interni alla piattaforma. Il database proverrebbe dai sistemi di Condé Nast, la società che controlla Wired e altre testate internazionali. Il contenuto del dump include indirizzi email, nomi, indirizzi fisici e numeri di telefono. In alcuni casi sono presenti ulteriori informazioni come data di nascita, genere e localizzazione geografica, secondo la classificazione effettuata dal servizio Have I Been Pwned, che ha inserito la violazione nel proprio archivio dopo aver verificato la natura dei dati pubblicati. I record contengono timestamp che vanno dal 26 aprile 1996 fino al 9 settembre 2025.

Il file è stato diffuso in formato JSON, con profili strutturati contenenti identificativi utente, date di creazione degli account e informazioni di contatto. Screenshot circolati sui forum mostrano elenchi di directory e porzioni di record oscurati, utilizzati come prova dell'autenticità del materiale. La società di sicurezza Hudson Rock ha confermato che i dati risultano coerenti con quelli tipicamente associati agli utenti delle piattaforme Condé Nast.

"Lovely" sostiene di aver segnalato vulnerabilità ai sistemi di Condé Nast per un mese spacciandosi per un ricercatore esperto in sicurezza informatica; non avendo ricevuto risposte adeguate, ha deciso di agire appropriandosi dei dati. Nei messaggi pubblicati sui forum, l'hacker accusa la casa editrice di non aver preso sul serio le segnalazioni e di aver ignorato i rischi per gli utenti. Oltre al database di Wired, l'autore del leak afferma di essere in possesso di ulteriori archivi relativi ad altre testate del gruppo, tra cui Vogue e The New Yorker. Secondo i messaggi pubblicati, il totale dei dati sottratti potrebbe superare i 40 milioni di record, che dovrebbero essere diffusi progressivamente nelle settimane successive. Al momento non risultano conferme ufficiali sull'esistenza di questi ulteriori archivi.

La prima diffusione del file è avvenuta sul forum Breach Stars, una piattaforma relativamente recente che ha raccolto parte dell'utenza migrata dopo la chiusura di precedenti marketplace illegali. Successivamente il database è apparso anche su altri forum tra cui BreachForums, dove gli utenti potevano ottenere la password dell'archivio pagando un numero limitato di crediti interni. La ridotta barriera economica ha favorito una rapida circolazione del materiale. Secondo le ricostruzioni pubblicate da siti specializzati, la violazione sarebbe collegata a vulnerabilità presenti nel sistema di gestione delle identità condiviso tra le diverse testate Condé Nast. Alcuni ricercatori sostengono che l'architettura centralizzata abbia ampliato la superficie d'attacco, consentendo l'accesso a più database con un'unica compromissione. Non sono stati diffusi dettagli tecnici completi, ma le informazioni disponibili indicano un attacco mirato e non un'esposizione accidentale.

La pubblicazione dei dati ha attirato l'attenzione di alcune società di sicurezza, che hanno iniziato a esaminare il contenuto del dump e a confrontarlo con precedenti violazioni. Le prime analisi indicano che una parte dei record potrebbe sovrapporsi a dati già circolati in passato, mentre la maggioranza risulterebbe inedita. La presenza di indirizzi fisici e numeri di telefono rende la fuga particolarmente rilevante dal punto di vista della privacy degli utenti coinvolti.

Condé Nast non ha rilasciato dichiarazioni dettagliate sul contenuto del leak, ma ha confermato di essere al lavoro per verificare l'accaduto e per valutare l'impatto sui propri sistemi. Le indagini interne sarebbero ancora in corso, mentre le autorità competenti sarebbero state informate secondo le procedure previste per incidenti di sicurezza di questa portata. Non sono stati comunicati tempi per la conclusione delle verifiche. I lettori di Wired faranno bene a prestare molta attenzione a tutte le comunicazioni che riceveranno: a questo punto, il rischio di finire vittime di truffe o campagne di phishing è sicuramente molto alto.

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Commenti all'articolo (5)

Forse una bella class action da parte di tutti gli utenti di Condé Nast i cui dati sono stati violati e pubblicati, oltre ad un'azione decisa da parte delle autorità preposte, aiuterebbe l'azienda ad avere maggiore contezza di cosa significa sicurezza informatica, attenzione al cliente e, se fosse vero quanto dichiarato dall'hacker,... Leggi tutto
14-1-2026 15:59

{pippo}
Bisognerebbe sanzionare pesantemente le aziende che si fanno rubare i dati dei clienti. Se sono sensibili non c'è alcun modo per rimediare, e questo è gravissimo. Ma tanto è un mondo di pecoroni, lo è sempre stato, e così la privacy diventa ogni giorno una parola sempre più insulsa. Come gli... Leggi tutto
31-12-2025 17:01

Vero, ma non erano e non potevano essere utilizzati come sono utilizzati oggi Leggi tutto
31-12-2025 09:22

Una volta questi dati venivano stampati su carta e distribuiti gratuitamente a tutti gli abbonati al telefono (elenco telefonico). . Leggi tutto
31-12-2025 08:59

La società ha dimostrato non solo gravi lacune nela sicurezza, ma anche una negligente attenzione alla possibilità di essere attaccata, se sono veri gli avvertimenti ricevuti, ed allora si ha una condotta negligente da parte di Condè, con evidenti rilevanze penali e civili.
30-12-2025 15:15

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