Google Wave, a chi serve e a chi no

Da quando è stato presentato Google Wave, c'è chi ne tesse le lodi e chi lo critica aspramente. Vediamo di capire meglio a chi è indirizzato il servizio.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-10-2009]

google wave collaborativo

Google Wave è l'ultimo servizio web progettato da Google; viene descritto come una rivoluzione nel modo di comunicare e si dice che sia destinato a cambiare completamente tecnologie consolidate come la posta elettronica. Ma cos'è veramente Google Wave?

Al di là dell'entusiasmo della novità, Wave appare come un'azzeccata rivisitazione degli amati/odiati servizi Exchange, diffusi nella maggior parte delle medie e grandi aziende.

Con Wave è facile comunicare con vari gruppi di persone facilmente amministrabili: è facile aggiungere e rimuovere partecipanti da un gruppo, detto "onda"; è facile scrivere e modificare documenti a più mani; è facile tenere sotto controllo l'evolversi della situazione.

Wave è forse la piattaforma di comunicazione e collaborazione ideale (tra quelle oggi presenti) per il settore terziario, anche grazie alla facile integrazione con il Google Apps Engine.

Wave è tuttavia meno adatto al social-computing, quanto meno nelle forme attuali. Servizi come Twitter e Facebook permettono un'interazione da uno a molti: un utente ha piacere di condividere un pensiero, o di rendere pubblico un evento; invia un messaggio e chi legge ne sarà al corrente. Qui l'obbiettivo è soprattutto la condivisione, non la comunicazione interattiva: si "spara" il proprio messaggio e si passa oltre, non ci si ferma a discuterne (salvo poi il replicare, ma non è essenziale).

Wave è molto più improntato alla discussione e all'interattività: quando si manda un messaggio, si tende a restare in attesa di una risposta. Non si leggono commenti a ciò che si è scritto, ma si producono contenuti collaborando tra tutti i partecipanti.

Per chi volesse approfondire, segnaliamo un'interessante analisi (in inglese) del blogger Daniel Tenner.

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