Chitarrista degli Who accusato di pedofilia

Pete Townshend avrebbe scaricato immagini pedofile da Internet "per motivi di ricerca". Eppure la sua giustificazione regge.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-01-2003]

Ha causato notevole stupore l'accusa di pedofilia online rivolta in Inghilterra a Pete Townshend, celeberrimo chitarrista degli Who, ma ha causato altrettanta perplessità la sua giustificazione, secondo la quale avrebbe scaricato immagini pedofile da Internet "per motivi di ricerca".

La giustificazione è meno campata per aria di quello che può sembrare. Townshend sta effettivamente lavorando da tempo ad articoli e libri sugli abusi dei minori. Il sito The Smoking Gun si è procurata una copia di uno di questi articoli, datato gennaio 2002, che era già in circolazione (sul sito di Townshend, per esempio) ed era stato già citato da un giornalista di Fox News. Non si tratta, insomma, di una cosa scritta di fretta per coprirsi le spalle a cose fatte.

Se sapete l'inglese, leggete l'articolo di Pete: merita veramente, perché offre un quadro della situazione che difficilmente un utente normale ha modo di acquisire (e vi sconsiglio vivamente di provare a farlo, finireste facilmente nei guai nonostante le vostre intenzioni oneste). E' fin troppo facile trovare pedofilia online anche senza cercarla, secondo Townshend, e alcune comunicazioni personali che ho ricevuto di lettori sembrano confermare questa affermazione.

In realtà la polizia inglese lo ha sentito ma non lo ha incriminato: gli ha semplicemente contestato che il numero della sua carta di credito era saltato fuori, durante un'indagine statunitense condotta con l'aiuto della società Visa, in un elenco di numeri di carte che erano state utilizzate per accedere a siti pedofili a pagamento. In particolare, la polizia aveva allestito un sito-trappola, e Townshend vi era incappato.

Townshend ha dichiarato spontaneamente di aver usato la carta per visitare un sito pedofilo, ma di non aver scaricato né conservato immagini, e ha messo subito a disposizione della polizia il contenuto dei propri computer, nei quali la polizia non ha trovato nulla di pedofilo (i particolari qui e qui).

Sembra insomma che il nome di Pete Townshend sia stato infangato per una sua leggerezza, non perché è un pedofilo. Il chitarrista avrebbe dovuto contattare la polizia e chiedere il permesso di assistere a una delle loro visite ai siti pedofili, spiegando la ricerca in corso. Suvvia, di fronte a un membro degli Who e a un approccio così onesto, difficilmente gli avrebbero detto di no. Invece ha preferito tentare di farlo di nascosto, e gli è andata buca. Mi raccomando, non imitate il suo esempio, neppure per fare i paladini della giustizia.

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Paolo Attivissimo

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