Palladium cambia nome

Dopo le numerose proteste, è necessario un restyling.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-01-2003]

Secondo quanto riportato da Cnet, Microsoft ha deciso di abbandonare il nome Palladium per la sua controversa iniziativa per creare un computer "protetto" (nel senso di "l'utente ci fa solo quello che decidono Microsoft, Hollywood e le case discografiche").

Ora si chiama, in modo assai meno accattivante, Next-Generation Secure Computing Base. Ufficialmente il cambio di nome (che era inizialmente per uso interno a Microsoft, come avviene per tanti altri progetti) è dovuto non solo al fatto che il marchio Palladium era già registrato da un'altra azienda, ma soprattutto al fatto che "Microsoft sta accogliendo questa tecnologia nel senso di includerla in Windows per il prossimo decennio", dice il rappresentante di zio Bill. Se a voi questa non sembra una giustificazione sensata per cambiare il nome, siete in buona compagnia.

I maligni dicono che intorno a Palladium si erano levate talmente tante proteste che l'immagine pubblica del progetto doveva subire un restyling radicale: chiamiamolo con un altro nome e penseranno che è una cosa nuova, insomma. Di certo Palladium si prestava meglio agli slogan anti-Microsoft di quanto si presti il nuovo nome: provateci voi a dire "No alla Next-Generation Secure Computing Base!".

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 7)

Fulvio Palma
LaGrande ... il chipset Intel per Palladium. Leggi tutto
28-2-2003 02:36

Stefano
è ora di basta Leggi tutto
13-2-2003 00:30

Molok
Da oggi diremo: NO A "NeGeSCoB" ! Leggi tutto
12-2-2003 15:25

Piero Borelli
per Marco Leggi tutto
12-2-2003 13:23

Piero Borelli
no Leggi tutto
12-2-2003 13:18

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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