Amazon: mantenete Internet libera

Le major vogliono una legge sul copyright più severa, ma il colosso del commercio online difende l'importanza di una Rete aperta e senza limiti.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-12-2013]

Amazon internet libera

È un interessante terzetto quello che di recente si è trovato a esprimere il proprio parere davanti alla sotto- commissione della Camera dei Rappresentanti USA che si occupa di Internet e proprietà intellettuale.

Un portavoce della MPAA, l'associazione delle case cinematografiche americane, uno del gigante del commercio online Amazon e uno del Center for Democracy & Technology hanno espresso ognuno la propria visione sul futuro della Rete, che non può prescindere dalla questione del copyright.

Il primo a prendere la parola è stato John McCoskey, vicepresidente della MPAA, il quale ha iniziato spiegando come ormai la fruizione dei contenuti non sia più limitata ai cinema e alle TV, ma sia ampiamente passata ad altri mezzi.

La gente scarica contenuti da Internet per vederli tramite le console, le Smart TV, i set-top box, grazie agli oltre 90 servizi che offrono legalmente negli USA film e show televisivi, raggiungendo quasi 42 milioni di case.

Lo sviluppo di questo mercato - ha spiegato McCoskey - è stato possibile grazie a una legislazione sul copyright robusta e in grado di garantire lo sviluppo e la distribuzione di contenuti: per far sì che continui a prosperare è necessario eliminare coloro che violano il diritto d'autore.

«Condividiamo tutti la responsabilità di eliminare le pratiche abusive che rovinano gli investimenti nei contenuti, feriscono il rapido evolversi dei negozi digitali e danneggiano gli interessi dei consumatori che traggono beneficio da queste innovazioni» ha concluso il vicepresidente della MPAA.

Quasi a fare da contraltare a quanto appena detto, il vicepresidente di Amazon Paul Misener ha puntato in tutt'altra direzione.

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Il futuro è nella condivisione delle conoscenze. L'arroganza delle multinazionali nei confronti della proprietà intellettuale è solo il canto del cigno: infatti grazie alle tecnologie il sapere non potrà più essere detenuto da pochi potenti.
Per tutelare ricerche che richiedono investimenti cospicui, la proprietà intellettuale è uno strumento equo e ragionevole. Lo strapotere attuale della grande industria va solo limitato nel tempo ed emendato dagli aspetti più truci.
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Il potere si concentra dove c'è il denaro. Volenti, o nolenti, i big dell'economia mondiale si accaparreranno tutte le fonti di conoscenza, e sapranno farle fruttare a dovere, per il bene dell'umanità.

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Dopo aver mostrato come l'azienda per cui lavora stia evolvendosi rapidamente dalla vendita di oggetti concreti tramite canali online alla distribuzione di contenuti digitali, Misener ha puntato il dito contro i rischio di una legislazione sul diritto d'autore troppo restrittiva.

«Il rischio di dover corrispondere enormi risarcimenti per i danni che l'attuale sistema permette potrebbe rallentare lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi progettati per aiutare i consumatori a sfruttare le opere coperte dal diritto d'autore» ha spiegato.

Misener ritiene che sia necessario limitare queste pratiche specialmente in quei casi in cui l'utilizzo di opere protette sia dettato dalla buona fede, per esempio quando chi viene accusato sia convinto di aver agito senza infrangere la legge.

Inoltre andrebbe rivisto il sistema delle licenze, troppo macchinoso e frammentario per poter soddisfare le esigenze di un mercato globale.

Il punto più importante affrontato da Misener è però quello riguardante la libertà di Internet.

«La continua crescita e l'innovazione nella distribuzione di contenuti digitali presuppone che Internet resti una piattaforma aperta e non discriminatoria, in cui i bit sono bit e limiti arbitrari non limitano l'accesso ai contenuti da parte dei consumatori. La scelta dei consumatori, senza vincoli, dev'essere garantita» ha dichiarato.

In caso contrario chi desidera usufruire di contenuti digitali si rivolgerà alle piattaforme illegali, dove non vi sono limiti artificiali.

Di avviso analogo David Sohn, del Center for Democracy & Technology: «Se i servizi legali non riescono a dare ai consumatori ciò che essi vogliono, dove lo vogliono, ci saranno delle fonti illegali che riempiranno i vuoti e soddisferanno la domanda».

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Commenti all'articolo (1)

2 a 1. E' un buon inizio. Speriamo diventino presto 20 a 1. :wink:
2-12-2013 23:36

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