Rapinatori presi per aver mostrato su Facebook il bottino

Rapinavano le donne anziane e mettevano in mostra il bottino su Facebook.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-01-2014]

rapinatori

Una banda di cinque rapinatori rumeni, che si era specializzata in rapine a casa di donne anziane, spesso picchiate, con decine di colpi tra Asti, Novara e Torino, è stata arrestata dalle forze dell'ordine.

Gli investigatori sono risaliti a loro perché i malviventi in almeno un'occasione avevano messo in mostra su Facebook il bottino delle rapine.

Sondaggio
Su Facebook è stata aperta una pagina su cui le ragazze possono svergognare on line i nomi dei maniaci che le molestano, pubblicando i loro post.
E' giusto, così i maniaci vengono messi in condizione di non nuocere. - 30.1%
Non è giusto, perché si tratta di una gogna mediatica. - 7.0%
E' una cosa buona ma bisogna evitare gli abusi. - 31.8%
Non è giusto: chi viene molestato dovrebbe ricorrere alle forze dell'ordine. - 31.2%
  Voti totali: 998
 
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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 9)

Siamo arrivati al punto che si fa un furto e invece di nascondere la refurtiva, si esibisce come un trofeo. E' colpa del sistema scolastico.... I migliori professori se ne vanno.... :( In politica. :twisted: AldoWeb
31-1-2014 08:23

Se preferisci, involuzione digitalizzata forse si avvicina di più alla tua interpretazione? :wink: Leggi tutto
31-1-2014 08:04

@Gomez Mica tanto. Sono solo 10 lettere! :lol:
31-1-2014 01:04

"Evoluzione" è una parola grossa... :-D Mauro Leggi tutto
31-1-2014 00:19

@ gomez Questi sono digitali perché sono l'evoluzione informatizzata di quelli che citi tu che erano semplicemente idioti... :wink:
30-1-2014 19:24

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Sondaggio
Fidanzati sospettosi o inguaribili diffidenti, qual è la vostra arma preferita tra quelle che Facebook mette a disposizione di voi gelosoni per controllare il vostro partner?
I cuoricini in bacheca: un segno per far sentire sempre e dovunque la propria presenza, nonché un espediente per marcare il territorio del partner.
L'applicazione "Chi ti segue di più?": bisogna convincere il partner a usare questa applicazione (apparentemente innocua) per scovare eventuali vittime da annotare sulla propria black list.
Facebook Places: permette di taggare compulsivamente il partner e rendere noto al mondo intero il fatto che lei e il suo lui si trovano sempre insieme.
L'auto tag nelle foto: indispensabile strumento per essere certi di ricevere notifiche qualora un'altra persona osasse commentare o piazzare "Mi piace" alle foto del/della partner.
I commenti minatori: il simpatico approccio ossessivo-compulsivo verso chi tagga il partner o ne invade la bacheca. Di solito consiste in un discreto: "Che bello il MIO amore!"
Il profilo Facebook in comune: un unico profilo scoraggia anche il più audace dei rivali dal tentare un approccio.
La password nota al partner: Della serie: "Amore, se non mi nascondi niente allora posso avere la tua password?". Nessun messaggio di posta, commento o notifica è al sicuro.
Il tasto "Rimuovi dagli amici": una volta in possesso della password del partner, qualsiasi rivale dalla foto profilo provocante o la cui identità è sconosciuta verrà subito rimosso dagli amici.
La trappola: spacciandosi per il partner (password nota), si inizia a contattare i presunti rivali e testare le loro intenzioni con domande e allusioni per far cadere in trappola anche i più astuti.
Il Mi piace minatorio: post, foto, tag, nuove amicizie sono regolarmente marchiati da un Mi piace del partner. Dietro una parvenza di apprezzamento, dimostrano quanto in realtà NON piaccia l'elemento.

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