L'Unione Europea riconosce il diritto di link

Chiunque può linkare opere protette dal diritto d'autore, a patto che siano liberamente accessibili sin dall'origine.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-02-2014]

ue diritto link

I giudici della Corte di Giustizia dell'Unione Europea hanno stabilito che pubblicare nel web link a contenuti protetti dal diritto d'autore - che siano egualmente già pubblicati nel web - non è contrario alla legge.

Detta così, la vicenda pare un'ovvietà inutilmente complicata, ma se si considera l'origine della questione il tutto si fa un po' più chiaro.

Il caso che ha portato al pronunciamento è stato creato da alcuni giornalisti del giornale svedese Göteborgs-Posten, i quali avevano citato in giudizio la società connazionale Retriever Sverige.

Motivo del contendere erano i link che la Retriever Sverige pubblicava sul proprio sito e che puntavano ad articoli del Göteborgs-Posten.

Su quegli articoli - ragionavano i giornalisti - noi deteniamo il copyright: pertanto se qualcuno pubblica dei link che vi rimandano viola il nostro diritto d'autore, a meno che non ci chieda l'autorizzazione.

Per la Corte Europea le cose non stanno così. O, meglio, starebbero così se i link - che costituiscono un «atto di comunicazione», ossia una «messa a disposizione di un'opera al pubblico in maniera tale che quest'ultimo possa avervi accesso (ancorché in concreto non si avvalga di tale possibilità)» - rendessero l'opera cui fanno riferimento (gli articoli) disponibile a un pubblico nuovo, diverso da quello che potrebbe accedervi tramite il sito del Göteborgs-Posten.

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Vorrei dire la mia sul forum di Zeus News ma temo che prima dovrei procurarmi un buon avvocato, non si sa mai.

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Dato che però il pubblico è lo stesso - sia il sito del Göteborgs-Posten che quello della Retriever Sverige sono accessibili a tutti gli internauti, senza distinzione alcuna - ecco che la violazione non si configura.

«Il proprietario di un sito web può, senza l'autorizzazione del titolare del contenuto, reindirizzare utenti Internet attraverso collegamenti ipertestuali a opere protette da copyright accessibili gratuitamente su un altro sito» - ha affermato la Corte - anche nel caso in cui «gli utenti che clicchino sul link abbiano l'impressione che l'opera venga loro mostrata dal sito contenente il link stesso».

Dunque chiunque possieda un sito può pubblicarvi link che rimandino a contenuti protetti dal diritto d'autore (e addirittura includerli in un iframe o usando tecniche che diano lo stesso risultato, par di capire), a patto che anche questi ultimi siano di libero accesso.

Qualora invece il sito rendesse disponibili contenuti che normalmente non lo sarebbero (si pensi per esempio agli articoli di un quotidiano online racchiusi dietro un paywall, o a quelli "piratati", condivisi aggirando le protezioni apposte dai suoi creatori) allora in quel caso la legge sarebbe violata.

Inoltre, per evitare che i singoli Stati possano aggirare questa sentenza ampliando la definizione di «comunicazione al pubblico», la Corte s'è anche premurata di specificare che «gli Stati membri non hanno il diritto di disporre una protezione più estesa dei titolari dei diritti d'autore ampliando la nozione di comunicazione al pubblico».

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (2)

link[/url] Però... "L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29 deve essere inoltre interpretato nel senso che osta a che uno Stato membro possa stabilire una maggiore tutela dei titolari del diritto d’autore, includendo nella nozione di comunicazione al pubblico più forme di messa a disposizione di quelle disposte da tale... Leggi tutto
17-2-2014 19:56

{Marco}
Secondo me quando hanno scritto: "gli Stati membri non hanno il diritto di disporre una protezione più estesa dei titolari dei diritti d'autore ampliando la nozione di comunicazione al pubblico" stavano pensando all'Italia, non hanno più voglia nemmeno loro di sanzionarci :P
14-2-2014 20:45

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