Spam fraudolento, anche nelle intestazioni

Due terzi delle e-mail inviate come spam contengono informazioni fraudolente nell'intestazione, in modo da rendere più difficile il riconoscimento del mittente.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 06-05-2003]

La fonte è la Federal Trade Commission degli USA, che dopo avere esaminato un campione di 1.000 messaggi di spam ha riscontrato che il 66% presenta elementi di falsità nel campo "Mittente" ("Da"), nel campo "Oggetto" o nel corpo stesso del messaggio.

Il testo completo del rapporto pubblicato il 29 aprile scorso è disponibile in lingua inglese sul sito della Federal Trade Commission. L'analisi della FTC è stata condotta utilizzando l'archivio creato per raccogliere i messaggi di spam che i consumatori sono stati invitati ad inoltrare per segnalare i mittenti indesiderati.

Dati alla mano, i messaggi di spam dichiarati (anche se temiamo che quelli non dichiarati siano ben di più) sono stati in media 130.000 al giorno, per un totale di oltre 11 milioni nei sei mesi presi in esame (luglio-dicembre 2002).

Ai 450 indirizzi monitorati in modo casuale ne sono stati aggiunti altri 450 provenienti da indirizzi e-mail disseminati dalla FTC in modo occulto in vari ambiti (siti Web, newsgroups, gruppi di discussione), ed ancora 100 ricevuti attraverso gli indirizzi e-mail "ufficiali" della FTC.

Parlando di numeri, statisticamente succede che:
- il 55% dei messaggi di spam ha carattere pornografico, riguarda offerte finanziarie o d'investimento;
- un terzo dei messaggi presenta elementi di falsità nel campo "Da" ("Mittente"); nella metà di tali casi, il mittente dichiara essere un "amico" o "conoscente" del destinatario;
- un quinto (22%) dei messaggi presenta elementi di falsità nel campo "Oggetto", consistenti nel 42% dei casi nell'affermazione che il mittente conosce personalmente il destinatario; ciò vale, in particolare, per lo spam di carattere pornografico;
- i messaggi con il minore tasso di falsità nei campi "Mittente" e "Oggetto" sono quelli relativi ad attività o ausili didattici (36%), mentre i più falsi risultano essere quelli di argomento finanziario (53%);
- nel 90% dei messaggi relativi ad offerte di investimento o finanziarie, il testo contiene informazioni chiaramente fasulle;
- nel complesso, due terzi (66%) dei messaggi di spam esaminati presentano elementi di falsità, con un minimo del 42% per quelli relativi alla vendita di prodotti o servizi ed un massimo del 96% per le offerte di investimento o finanziarie.

La FTC ha sottolineato che in molti Stati USA esistono norme che impongono di far precedere l'oggetto dei messaggi e-mail indesiderati dalla sigla ADV (advertising, pubblicità), proprio per chiarire la natura del messaggio.

Dallo studio risulta che queste norme sono rispettate dal 2% appena del campione esaminato. Inoltre, per quanto riguarda i messaggi di contenuto pornografico, gli autori evidenziano che il 41% presenta informazioni fasulle nel campo "Mittente" o "Oggetto".

L'analisi condotta dalla FTC deve essere considerata una sorta di istantanea del fenomeno spamming, come riconosciuto dagli stessi autori, e non può essere considerata come un'immagine reale e concreta del fenomeno. Tuttavia, essa offre indicazioni interessanti e segnala l'opportunità di proseguire il monitoraggio anche in altre sedi per verificare l'evoluzione del fenomeno e individuare i settori dove sia più urgente intervenire.

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