E-Dezani

Ecco una visione pragmatica dei blog.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-05-2003]

Edoardo Dezani è un collaboratore di Zeus News da sempre, oltre che di MyTech, ma è anche un assiduo blogger, tiene infatti un blog personale, sull'IT, che lui stesso definisce un blocco di appunti, e un altro blog che si chiama Calliope una raccolta di cose che trova leggendo. Gli abbiamo fatto qualche domanda.

ZN: Edoardo, hai addirittura tre blog, come ti è venuta questa innocente mania?

Edoardo Dezani: "Avere un blog è molto comodo perché ti permette di poter accedere a una tua base dati ovunque e da qualunque computer, magari per ritrovare un link che ti serve, oppure per fissare un pensiero che altrimenti dimenticheresti. Condividere queste informazioni con qualcuno che le può trovare utili o divertenti è un valore aggiunto, ed è la base di quello spirito di condivisione che ha permesso la nascita di Internet. Il primo blog che ho visto in vita mia era quello di Lawrence Lessig, il famoso professore di cyberlaw, e rispecchiava proprio questo spirito."

ZN: Tu sei un collaboratore di newsletter come Zeus News e della carta stampata, perché tenere anche dei blog? Che differenza c'è, per te, tra le due forme di scrittura on line e di presenza nella Rete?

Edoardo Dezani: "E' utile avere un "blog-notes" dove raccogliere spunti prima di organizzarli in forma compiuta in un articolo (magari ricevendo dei feedback-chiarimenti da altri lettori prima di pubblicare); una volta pubblicato l'articolo, possono intervenire nuovi sviluppi che non legittimano un ulteriore articolo, ma possono essere postati sul blog come aggiornamenti. Inoltre il blog rende più facile la comunicazione: ci si sente sempre un po' bloccati a scrivere all'e-mail personale, se invece uno ha il blog è evidente la sua volontà di comunicare, si è certi che leggerà il messaggio che gli mandi e ti risponderà."

ZN: Come vedi la comunità dei bloggers (la blogsfera): ti senti interno e come?

Edoardo Dezani: "La comunità dei blog permette di ricostruire una specie di "piazza virtuale del paese" frequentabile dall'ufficio (ormai gli orari di lavoro si sono dilatati aldilà del reale bisogno e non a caso i blog sono frequentati soprattutto durante la settimana): inoltre la possibilità di ponderare quello che si scrive e magari cancellarlo permette di evitare numerose gaffe che invece capitano nella comunicazione verbale. Leggere un po' in giro mi ha permesso di far emergere affinità elettive che avevo in comune con altri bloggatori e, come dice La Pizia, una delle bloggatrici più famose, "se linki una volta il blog ti piace, se linki due volte un blog vi siete scritti per e-mail, se linki tre volte un blog vi siete sentiti per telefono, se linki regolarmente ci sei andato a letto".

ZN: Un tuo giudizio, tutto personale, sul fenomeno blog?

Edoardo Dezani: "In un'intervista a L'Espresso Carlo Formenti di QuintoStato diceva che sarebbe necessaria una scrematura che eliminasse la "fuffa" (secondo lui i blog personali) e mantenesse in vita solo i blog utili (per lui quelli di servizio), al che un bloggatore aveva risposto: "non mi scremerete mai". Io penso che debbano coesistere entrambe le realtà: a fronte di blog "utili" che in futuro saranno fonti di guadagno per i curatori (penso ai blogger come community manager, oppure ad attività di co-marketing) possono sopravvivere anche blog personali; i diari cui gli adolescenti affidano i loro sogni hanno, per chi li scrive, la stessa dignità letteraria dello Zibaldone di Leopardi, che considero essere il padre putativo di tutti noi blogger."

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Pier Luigi Tolardo

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